IL TESTAMENTO CONDIZIONATO

9.3.18

Elemento futuro e incerto.

Futuro, quindi, successivo rispetto al presente.

Incerto, quindi, nn posso avere la certezza che si verificherà.

Di che cosa sto parlando? Dai…

1…, 2…, 3….. bravissimi, esatto…. proprio di quello…   sto parlando della “condizione”…  uno dei cosiddetti elementi “accidentali” del negozio giuridico… condizione, termine e modo…

Anche nel testamento, come negli atti tra vivi, posso inserire una condizione… vado quindi a “condizionare” gli effetti della mia scelta testamentaria al verificarsi (o meno) di un evento futuro e incerto…

Figo no? Ti lascio quel bene a condizione che…. personalizzo mooolto la mia volontà testamentaria…

La condizione può essere sospensiva o risolutiva… nel primo caso, se si verifica, da quel momento la mia volontà inizia a produrre i suoi effetti, nel secondo caso, se si verifica, da quel momento si risolvono gli effetti….

Lascio la casa a Mario a condizione che si laurei…. solo dal momento della laurea di Mario si verifica la condizione sospensiva e Mario  avrà la casa in eredità….

Lascio la casa a Mario a condizione che nn si trasferisca a vivere all’estero… se Mario va a vivere all’estero si verifica la condizione risolutiva e perde la casa ereditata…

La condizione, se impossibile o illecita, viene considerata come nn apposta…

Lascio la casa a Mario se Mario va su Marte… condizione impossibile quindi come nn apposta…

Lascio la casa a Mario a condizione che Mario incendi la casa del mio vicino… condizione illecita quindi come nn apposta…

Nel caso di condizione sospensiva potestativa (cioè il cui verificarsi dipende dalla volontà di Mario) senza l’indicazione di un termine massimo per l’adempimento, chiunque è interessato può chiedere al giudice di fissare a Mario un termine entro il quale adempiere…

Avete capito?

A me sembra di aver capito che cmq vada l’amico Mario sta casa se la scorda….

M

IL TESTAMENTO “INGIURIOSO”

Il testamento, apertasi la successione, cioè in seguito alla morte del de cuius, deve essere pubblicato per mano del notaio.

Cosa significa “pubblicarlo”?

Semplice… renderlo pubblico… rendere il suo contenuto conoscibile al pubblico…

Perfetto.

Allora… sei stato nominato erede testamentario…. cioè il tuo nome è stato inserito tra i chiamati all’eredità nell’ambito di un testamento olografo, cioè un testamento scritto di proprio pugno dal testatore, su un pezzo di carta…

Il notaio lo riceve e lo rende pubblico.

Bene…. ci sono debiti?

Se “si” nn accetto, se “forse” magari accetto col beneficio d’inventario per nn rimetterci del mio, se “no” corro ad accettare….

Molto bene… ho verificato… tutto ok… accetto….

Con l’accettazione, è chiaro, ti sostituisci nella persona del de cuius, il testatore…. nel bene e nel male…

Piccolissimo problema… anzi piccolissimo imprevisto….

Debiti non ce ne sono, ci mancherebbe…. ci abbiamo controllato per bene prima d’accettare….

Però, sai, il testamento è un atto complesso, che oltre ad avere un contenuto prettamente patrimoniale (a chi va il mio patrimonio), può avere anche un contenuto “extra” patrimoniale….

Nel testamento, infatti, possono essere “ospitate” frasi dal contenuto affettivo, intimo….e fin qui mi va bene….

Ma, allo stesso modo, possono esservi inserite frasi nn proprio intime ed affettive…

Per capirci, se nel testamento ci dovessero essere frasi offensive, ingiuriose o, addirittura, calunniose?

Nn sto qui ad esemplificarvi quali potrebbero essere… lavorate un po’ di fantasia… pensate a parenti nn proprio “stimati”, ex coniugi nn proprio “amati”, soci nn proprio “specchiati”…. insomma, senza entrare nel dettaglio…. avete capito…

Con la pubblicazione del testamento, ahimè, vengono rese pubbliche anche quelle….

E se queste frasi divenute di pubblico dominio dovessero essere offensive e pregiudizievoli per l’onore e la reputazione di qualcuno, chi ne risponde?

Il testatore?

No cari miei… lui nn c’è più…

Chi secondo voi potrebbe essere chiamato a rispondere del pregiudizio derivante da una frase ingiuriosa, diffamatoria o calunniosa inserita dal testatore nel testamento divenuto pubblico?

……bravissimi…. proprio lui…. l’erede testamentario….

Si… se io mi sento “offeso” e “danneggiato” da quella frase ora vengo da te…. e tu mi risarcisci… ok?

Ma tranquilli, a tutto (o quasi…) c’è rimedio…

“Per giustificati motivi, su istanza di chiunque vi ha interesse, il tribunale può disporre che periodo o frasi di carattere non patrimoniale siano cancellati dal testamento e omessi nelle copie che fossero richieste (…)” (art. 620 c.c.).

E allora dai… prendetevi pure questa eredità ma…. occhio alle parole… magari con un po’ di “cancellina” il tribunale vi evita di passare qualche guaio…

M.

 

 

 

 

 

DIALOGHI SUL TESTAMENTO OLOGRAFO

Ciao Massimo, mi dai due dritte sul testamento olografo?

….perdonami, ti voglio bene….ma abbi pazienza… cosa intendi per “due dritte“?

No sai…intendevo…per nn sbagliare…come va scritto, la data, la firma…insomma…. quelle robe là…

Ah…ora mi è tutto più chiaro…“quelle robe là”

Allora…intanto come sai benissimo, il testamento, è un atto di ultima volontà.

Cioè, cosa significa?

Significa che è un atto col quale tu disponi (oggi) del tuo patrimonio (e non solo) per il tempo in cui avrai cessato di vivere. Cioè lo scrivi oggi, ma il suo effetto sarà nel futuro (spero per te nel più futuro possibile….)

Si ok…ma quello olografo, che quello che si scrive a mano….parlami di quello….

Vedi, occorre partire dal presupposto che il testamento è sempre un atto personalissimo…qualunque sia la forma prescelta…ma per quello olografo possiamo dire che, in confronto agli altri, è “superpersonalissimo“: è infatti un’ opera esclusiva al 100% del testatore.

Il testatore, infatti, lo pensa, lo medita e se lo scrive completamente lui da solo…non interviene nessun altro.

E’ una scrittura privata e la sua caratteristica peculiare è l’olografia: deve essere scritto, sottoscritto e datato di proprio pugno dal testatore.

E se uno nn sa scrivere o è impossibilitato a scrivere perché magari è gravemente malato?

Secondo te?

….nn so te lo sto chiedendo apposta…

Chiaro…non può fare un testamento olografo…dovrà farne uno pubblico…

E la data? Come va scritta? Lettere, numeri, entrambi?

Come si vuole, nn cambia nulla… addirittura è possibile un riferimento inequivocabile ad una data (es. Natale 2017 sarà 25 dicembre 2017).

E dove la devo scrivere? All’inizio? Alla fine?

La scrivi o all’inizio del tutto, oppure alla fine…. prima della firma.

Ah ok…e la firma?

Alla fine di tutto…rigorosamente in forma autografa (ovviamente).

E scrivo cognome e nome o viceversa?

….come firmi normalmente….pensa che addirittura sono state ammesse forme di sottoscrizione diverse rispetto alla propria firma…per esempio l’uso dello pseudonimo…

L’uso di che cosa?

Lo pseudonimo…lascia perdere…

E se per caso uno firma prima della fine di tutto?

Beh…è un casino….sarebbero valide solo le disposizioni precedenti la firma….

Ma scusa…e se uno scrive così tanto che alla fine nn c’è più lo spazio per scrivere?

E’ successo…uno ha scritto un testamento così “pieno”, che alla fine nn c’era più lo spazio materiale per la firma…

I Giudici tendono a ritenere comunque valida la firma, in questi casi, posta marginalmente o addirittura su una pagina successiva….

…grande Massimo…sono sempre in debito….mi ricorderò di te nel mio testamento olografo….

….ecco…bene…allora vai dal notaio e fallo pubblico….

M.

 

 

TESTAMENTO: E’ IMPUGNABILE? DA CHI?

Testamento: atto di ultima volontà col quale taluno dispone del proprio patrimonio per il tempo in cui avrà cessato di vivere…

Ottimo….io oggi “decido io” per il mio patrimonio per quando non ci sarò più…bellissimo….

Piccolo inconveniente però…non so se ci avete mai riflettuto: proprio nel momento in cui quella volontà produrrà il suo effetto, il suo protagonista assoluto non ci sarà più….e per qualsiasi inconveniente relativo al testamento stesso, risulterà impossibile interpellare il relativo autore…

Ci saranno i giudici, i figli, i parenti, i cugini, l’amante….ognuno potrà dire la sua, ma non l’ autore dello scritto…

Sarà allora il giudice ad aver l’onere d’interpretarlo nell’ipotesi di clausole ambigue…cercando di ricostruire alla meno peggio l’effettiva volontà del testatore…

Ma attenzione: se il testamento dovesse essere falso?

Non potendo chiederlo al testatore, occorrerà far valere avanti ad un giudice la relativa invalidità…

Se si tratta di scritto asseritamente falso, occorrerà procedere ad una perizia calligrafica….

Più difficile l’ipotesi in cui lo scritto provenga sì dallo stesso testatore (o addirittura da notaio), ma vi sia il fondato sospetto che sia il frutto della captazione della sua volontà: come dimostrare, ad esempio, che l’anziano ha lasciato tutto con testamento a quella persona perché lo minacciava che lo avrebbe lasciato morire solo e malato?…è difficile…ma ci son stati casi in cui la giurisprudenza, con testimoni, ed attraverso la valutazione di fatti e comportamenti, ha riconosciuto la mancanza di corrispondenza tra lo scritto testamentario e la volontà del testatore stesso…

Ma chi può far valere l’invalidità di un testamento avanti ad un giudice?

E qui, vi dico la verità, mi trovo un po’ in difficoltà…

La giurisprudenza, stabilisce che l’azione per l’annullamento o la nullità del testamento può essere fatta valere solo da chi vi ha interesse….

Chi vi ha interesse?

Beh, chiaro, tutti quelli che se quel testamento non ci fosse erediterebbero….e quindi, al contrario, l’azione sarebbe preclusa per tutti coloro che non diverrebbero eredi anche se quel testamento non esistesse….

Bene, però proviamo ad andare oltre: facciamo finta che io venendo a mancare lasciassi come parenti unicamente mio fratello e mio cugino.

Perfetto: lascio con testamento tutto il mio patrimonio a mio fratello. Mio cugino è legittimato a far valere l’invalidità del testamento? No, stando alla posizione della Cassazione, perché anche senza testamento erediterebbe solo mio fratello (per successione legittima, non mio cugino).

Però, attenzione: e se il testamento risultasse falsificato proprio da mio fratello? Quest’ultimo potrebbe essere dichiarato indegno a succedere, ed ecco allora che il mio cugino diventerebbe, per successione legittima, lui erede…e quindi, è legittimato ad agire?

Secondo me si….per la giurisprudenza….sinceramente non saprei….

M.

 

 

TESTAMENTO: POSSO SCRIVERLO AL COMPUTER?

  1.  Il testamento può essere scritto al computer?

E’ una delle domande che spesso mi sento fare…

Verrebbe da dire no….o lo si scrive di proprio pugno o lo redige il notaio che raccoglie le volontà del testatore…ma in in realtà non è proprio così…

Allora attenzione…il testamento (in Italia) ha una forma tipica, nel senso che si può fare solo nei modi previsti per legge…e attenzione che la pena per l’inosservanza di forma spazia dalla nullità all’inesistenza del testamento stesso…con conseguente apertura di una successione legittima….

Detto questo, ricordiamoci che tra testamento pubblico (per volontà del testatore, ma per mano di notaio) e testamento olografo (per volontà e mano del testatore), c’è quello “segreto”, detto anche “mistico”.

Si tratta pursempre di testamento per atto di notaio, in quanto si perfeziona solo al momento dell’intervento del notaio che attesta e verbalizza la relativa consegna nelle sue mani avanti ai testimoni.

Tra i tre è quello meno gettonato…gli Italiani, infatti, statisticamente, o vanno dal notaio per dettargli le proprie volontà (e sarà testamento “pubblico”), o se lo scrivono loro (e sarà “olografo”)…

Il termine “segreto” non deve trarre in inganno….anche il “pubblico” deve rimanere segreto….anche se, è evidente, almeno il notaio e i due testimoni ne conoscono il contenuto…l’olografo è pure segreto…lo scrivo e lo chiudo a chiave in cassetto….rimane segreto sino a che qualcuno non apre il cassetto…

Ma il testamento “segreto” è, per così dire, “segretissimo” rispetto agli altri….le volontà del testatore, infatti, sigillate, vengono raccolte dal notaio, avanti ai testimoni, che ne verbalizza la consegna…. lo conserverà, ma non verrà a conoscenza del relativo contenuto, se non in seguito all’apertura della successione….

La peculiarità di tale forma di testamento va ravvisata, ed apprezzata, nel fatto che può essere scritto anche “meccanicamente”….il testatore, nell’eventualità, lo dovrà solo sottoscrivere (su ogni foglio)….

E se non sa scrivere e sottoscrivere?

Lo puó scrivere un’altra persona (anche a computer), ed il notaio riceverà la dichiarazione del testatore che attesta di averlo letto…

Si, quindi, si puó scriverlo il testamento al computer…ma rimane testamento per atto di notaio, in quanto l’ultimo atto è imprescindibilmente del notaio che lo riceve…

computer vs notaio = (al momento) vince il notaio

M.

 

 

 

IL TESTAMENTO “NUNCUPATIVO” (ORALE)

Testamento: è atto di ultima volontà….atto col quale ciascuno può disporre del proprio patrimonio per il momento in cui avrà cessato di vivere….

prima regola per il patrimonialista: far fare testamento al proprio cliente….si possono evitare comunioni ereditarie (quindi, liti ereditarie), si possono scegliere alcuni eredi piuttosto che altri, si possono individuare i soggetti più idonei a ricevere determinate tipologie di beni…..

…..già nell’antica Roma, i soldati, prima di scendere in battaglia, scudo e spada in mano, avanti a tre comilitoni, nominavano verbalmente il loro erede….

….ma oggi, che forma deve rivestire il testamento?

Oggi scritta…sempre scritta….per mano del notaio che raccoglie le ultime volontà del testatore avanti ai testimoni (testamento pubblico), o attraverso lo scritto dello stesso testatore consegnato in busta chiusa al notaio (testamento segreto), o semplicemente scritto, sottoscritto e datato di proprio pugno dallo stesso testatore su un qualsiasi supporto sul quale si possa scrivere (testamento olografo)….tutte forme scritte, ma che hanno tutte lo stesso valore….il testamento sul kleenex, per capirci, giuridicamente vale tanto quanto quello del più grande notaio d’Italia…

E il testamento orale (cd. nuncupativo, dal diritto romano) è possibile? O, meglio, è valido?

Attenzione, c’è un signore anziano e gravemente ammalato….le condizioni di salute sono così debilitanti che gli impediscono addirittura di scrivere…non c’è nemmeno il tempo di chiamare un notaio a raccogliere le sue ultime volontà….

Avanti alla moglie e ai due figli, col filo di voce che gli rimane, dispone verbalmente del suo patrimonio nei seguenti termini: il danaro depositato presso la banca alla moglie, la casa familiare alla figlia, il negozio al figlio…..

…in seguito alla sua morte, moglie figlio e figlia si recano dal notaio per dar corso alle sue ultime volontà: notaio, concordiamo sul suddividere il patrimonio come dettato oralmente, in punto di morte, dal papà….

No, dice il notaio, mi spiace…..il testamento “orale” è da considerarsi inesistente….si apre quindi una successione legittima, ed il patrimonio del de cuius, soldi, casa e negozio vengono trasferiti per 1/3 ciascuno tra voi….eventualmente, poi, potrete procedere ad una divisione volontaria dei beni…..

…..la storiella è solo inventata, ma attenzione, è compito del consulente patrimoniale far comprendere al cliente l’importanza di redigere per tempo il proprio testamento….olografo (magari evitate di farlo fare proprio sul Kleenex……era solo per farvi capire….) o dal notaio, che in determinati casi è consigliabile (non occorre cercare proprio il più grande notaio d’Italia….. era solo per farvi capire….)….

M.

 

 

TESTAMENTO: USUFRUTTO E NUDA PROPRIETA’

Spesso capita che nelle donazioni (tra familiari) venga attribuita la nuda proprietà al donatario (magari figlio o nipote), ed il donante (magari genitore o nonno) trattenga per sé l’usufrutto.

Ciò comporta un duplice vantaggio: da una parte, infatti, il donante conserva il godimento del bene, che può essere destinato a suo utilizzo esclusivo o, addirittura ceduto a terzi tramite locazione o comodato; dall’altro, c’è il vantaggio che l’operazione risulta economicamente meno onerosa in quanto trasferisco non una proprietà piena, ma “nuda”, cioè gravata da un diritto reale minore altrui (l’usufrutto, appunto) sul medesimo bene. Morto l’usufruttuario, però, la (nuda) proprietà, per la sua vis espansiva, si consolida con l’usufrutto e diventa “piena proprietà”.

Lo stesso, si badi bene, non cambierebbe assolutamente nulla, varrebbe per la donazione della nuda proprietà con ritenzione del diritto di abitazione.

Benissimo, tutto chiaro per la donazione classica con ritenzione di usufrutto.

Ma se invece di un atto tra vivi (donazione) siamo in presenza di un atto mortis causa, ossia il testamento, cosa succede?

In questo caso, infatti, il testatore ( che non può destinare a sé, per ovvi motivi, nulla) potrebbe destinare diversi diritti sul medesimo bene a persone distinte: ad uno, per esempio, il diritto di usufrutto e, all’altro, il diritto sulla nuda proprietà.

Bene, fin qui tutto chiaro….

Attenzione, però, mentre nella donazione con ritenzione di usufrutto si segue la logica di “autotutelarsi” sino a quando si è in vita, pur avendo già provveduto con una donazione che si consoliderà completamente in automatico quando verrà a mancare il donante usufruttuario…. con l’operazione testamentaria su due soggetti diversi lo scenario un po’ cambia….

Cosa succede se viene a mancare l’usufruttuario testamentario? Come prima, l’usufrutto non sopravvive alla morte del suo titolare….quindi si estingue ed il nudo proprietario testamentario diviene pieno proprietario…

E se invece ad andarsene per primo è il nudo proprietario (magari ipotesi non contemplata dall’originario testatore unico proprietario del bene, che confidava sulla preventiva morte dell’usufruttuario, più anziano del nudo proprietario) ? L’usufrutto rimane intatto, mentre è la nuda proprietà passa di mano… pro quota, agli eredi del nudo proprietario che viene a mancare….

Ma se l’usufruttuario è anche uno degli eredi (magari genitore) del nudo proprietario (magari figlio) che è venuto a mancare?

Beh…se fosse unico erede diverrebbe pieno proprietario per un consolidamento inverso, della nuda proprietà all’usufrutto in capo alla stessa persona….mentre se più fossero i nudi proprietari eredi, lui rimarrebbe l’unico usufruttuario, oltre a divenire, pro-quota, comproprietario della nuda proprietà….l’unico, però, tra i più “nudi comproprietari” a poter “godere” a vita, in modo esclusivo, del bene.

….chissà se sono stato abbastanza chiaro.

M.

EREDITA’ E AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO

Parliamo un po’ di Amministrazione di Sostegno. E’ necessario farlo, perché l’allungamento medio della vita dell’uomo, inevitabilmente, comporta anche la necessità, sempre più frequente, di dover far fronte a patologie, più o meno gravi, che con l’invecchiamento della persona sono ricollegate….e un buon patrimonialista, nell’interesse del proprio cliente e dei suoi familiari, ne deve sempre tener  conto….

Allora, il sig. Rossi (nome di fantasia) è beneficiario di una Amministrazione di Sostegno.

Domanda: può accettare un’eredità? Può fare testamento? Può ricevere per testamento?

Bene…procediamo per gradi.

Tutto nasce da una legge, la n. 6 del 2004, che ha introdotto in Italia (senza alcun accorgimento per essere coordinata con la disciplina successoria vigente) l’istituto dell’Amministrazione di Sostegno (di seguito AdS).

La nuova legge ha rivoluzionato i meccanismi giuridici di protezione degli incapaci rispetto a quanto già previsto dal codice civile del 1942.

Infatti, con l’AdS, diversamente rispetto alla interdizione ed alla inabilitazione, la regola è la capacità d’agire, mentre l’incapacità d’agire diventa l’eccezione. L’istituto, infatti, ha quale obiettivo primario quello di tutelare il più possibile la persona bisognosa di tutela, allo stesso tempo, però, sacrificando il meno possibile la sua capacità d’agire (cioè la capacità di compiere validi atti giuridici, che si acquisisce al compimento del 18ttesimo anno d’età).

In tal senso, l’art. 409 c.c. prevede che “il beneficiario conserva la capacità di agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o l’assistenza necessaria dell’Amministratore di Sostegno. Il beneficiario dell’Amministrazione di Sostegno può in ogni caso compiere gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana”.

Detto questo, però, il Giudice Tutelare, al momento della nomina dell’Amministratore di Sostegno, può disporre che alcune delle limitazioni previste per gli interdetti e gli inabilitati, siano estese al beneficiario dell’AdS.

Quindi, la misura può essere più o meno “invasiva” in relazione a quelle che sono le determinazioni del Giudice Tutelare: tutte le attività non specificatamente ricomprese tra quelle di competenza dell’Amministratore di Sostegno, rientrano nella libera disponibilità del tutelato.

Attenzione, però, qualcuno potrebbe considerare il meccanismo, così congegnato, “pericoloso”, cioè rischioso di lasciare “scoperti” alcuni negozi giuridici….in realtà il soggetto bisognoso di tutela rimane sempre soggetto alle regole codicistiche in materia di capacità (in primis art. 428 c.c , rubricato “Atti compiuti da persona incapace d’intendere e di volere”).

Ciò premesso, passando alle problematiche ereditarie, può il sig. Rossi di turno, beneficiario di AdS, accettare l’eredità?

Dipende, è chiaro, occorre vedere cosa è stato stabilito nel provvedimento di nomina dell’Amministratore….se nulla è stato detto sul punto, l’amministrato può validamente accettare o rifiutare autonomamente…se invece fosse previsto l’intervento dell’Amministratore, questi lo rappresenterà o assisterà (a seconda di quanto stabilito dal Giudice Tutelare) previa autorizzazione giudiziale.

Un punto oscuro? Eccolo….la norma nulla dice se l’Amministratore di Sostegno debba accettare in maniera pure e semplice o col beneficio d’inventario (che è la regola per le persone incapaci e minori)….nel dubbio, per sicurezza e per evitare qualsiasi forma di responsabilità, io Amministratore di Sostegno, per non saper né leggere e né scrivere, accetterei sempre con l’inventario.

La nuova legge, però, nulla dice in tema di capacità di testare….e si ritorna sempre al decreto di nomina….se nulla è precluso sul punto, l’amministrato è capace di testare…prudenza vuole, in tali casi, che il consulente patrimoniale lo accompagni dal notaio (o accompagni il notaio dall’amministrato) per redigere testamento pubblico, onde evitare che il semplice testamento olografo possa essere oggetto d’impugnazione per “incapacità naturale” (cosa remota se il testatore è un poveraccio, ma direi matematica quando ci sono soldi in ballo).

Quanto alla capacità del sig. Rossi di essere nominato erede testamentario, il testatore di turno dovrà sapere che il Rossi accetterà autonomamente se nulla è previsto dal Giudice, diversamente interverrà l’Amministratore di Sostegno previa autorizzazione del Giudice Tutelare….

Quindi, sig. Rossi di turno, Lei può fare tutto quello che non Le è precluso nel decreto giudiziale di nomina dell’Amministratore di Sostegno….

Attenzione, però, se sei l’Amministratore di Sostegno di turno del sig. Rossi di turno e, guarda caso, il sig. Rossi è anche patrimonializzato, e tu Amministratore non sei il suo coniuge, il suo convivente o parente entro il quarto grado….non puoi essere nominato suo erede testamentario….

M.

 

 

 

SIAMO TUTTI UN PO’…CAPROTTI

La morte di Bernardo Caprotti, pàtron di Esselunga, modello d’imprenditoria tutta italiana, ha acceso i riflettori su tematiche altrimenti (normalmente) estranee alla quotidianità degli Italiani…

…infatti, articoli di giornali, web e TV offrono lo spunto per conversazioni in ufficio, al bar, in pizzeria…e per qualche giorno, senza accorgersene, gli Italiani diventano tutti un po’ più “patrimonialisti”…ed ecco che la materia solitamente “tabù” diventa di uso comune…il testamento, la legittima, la disponibile, le quote societarie, la seconda moglie, gli altri figli, ecc…entrano, per qualche giorno, nel quotidiano degli Italiani.

Era successo anche non tantissimo tempo fa, ricordate? Si, in seguito alla morte del grande Lucio Dalla…l’evento e le circostanze familiari dell’artista fecero parlare un po’ tutti di testamenti, conviventi, polizze… 

Come allora, anche oggi, tra qualche giorno non se ne parlerà più e la materia verrà scalzata dai soliti discorsi da ufficio o da bar (che spesso, tra l’altro, sono gli stessi :)).

Ma se ci riflettiamo bene, con le dovute proporzioni, quanti Caprotti ci sono in Italia? Quanti imprenditori a capo di un’azienda, più o meno grande, magari con una ex moglie ed una nuova compagna e figli di primo e secondo letto?

Tanti, credo tantissimi…ma quanti di questi hanno programmato il corretto passaggio generazionale dell’azienda ed hanno pianificato il trasferimento della propria ricchezza personale?

Pochi, credo pochissimi….

Si parla di testamenti, passaggio generazionale, quote societarie, mogli ed ex mogli giusto perché trainati dal bombardamento mediatico del momento…ma poi finisce là… ed i milioni di “caprotti italiani” lasceranno aziende ad eserciti di eredi sistematicamente incompatibili ed in conflitto tra loro…e le aziende chiuderanno….lasceranno il proprio patrimonio personale indiviso tra figlie e figli (+ generi e nuore)…e gli avvocati festeggeranno…

…è così…per certe cose siamo tutti dei “caprotti“…

M.

PROVIAMO A PARLARE DELLA NULLITA’ DEI PATTI SUCCESSORI?

Prendo spunto dall’articolo apparso su un noto quotidiano concernente una pronuncia della Corte di Cassazione (sent. 14566/2016) per trattare dei “sempreverdi” patti successori banditi dal nostro ordinamento giuridico che ne prevede la radicale nullità (art. 458 c.c.).

Vien da chiedersi, ma che male c’è ad accordarsi oggi, tra futuri coeredi, circa i beni che saranno oggetto di una prossima successione? Faccio forse del male a qualcuno? Dopotutto sto trattando di beni che saranno comunque miei (dopo l’apertura della successione)…

Beh, per capire le ragioni del nostro legislatore occorre fare un distinguo.

Possiamo distinguere tre tipologie di patti successori:

  1. quelli ISTITUTIVI: sono quelli con i quali taluno dispone della propria successione;
  2. quelli DISPOSITIVI: quelli attraverso i quali taluno dispone dei diritti che gli possono derivare da una successione non ancora aperta;
  3. quelli RINUNCIATIVI: quelli attraverso i quali uno rinuncia preventivamente ai diritti che gli possono derivare da una successione futura.

Perché sono da considerarsi tutti nulli?

Il primo, quello istitutivo, per il semplice fatto che ciascuno può disporre della propria successione solo con testamento che, essendo sempre revocabile, assicura la massima tutela della libertà di disporre del proprio patrimonio mortis causa. Il patto dispositivo, invece, vincolerebbe il disponente, rendendolo obbligato alla sua decisione.

Il secondo, quello dispositivo, viene ritenuto nullo, fondamentalmente per due motivi. In prima battuta va considerato che, con esso, le parti si accorderebbero circa la destinazione del patrimonio di una terza persona ancora viva, con la conseguenza di augurarsene la morte e rischiando di influire sulla sua volontà testamentaria. Inoltre, il disponente, correrebbe il rischio di obbligarsi preventivamente, in modo pregiudizievole, disponendo di propri beni futuri.

Per l’ultimo, il rinunciativo, valgono le medesime considerazioni riportate a riguardo del dispositivo. Va rilevato, tra l’altro, che il rinunciativo diviene anche dispositivo, in quanto in seguito alla rinuncia, in automatico, si dispone a favore del chiamato in subordine all’eredità.

Quindi, in definitiva, non augurate la morte a nessuno, mettetevi comodi e se avrete la fortuna di ereditare un bel patrimonio, una volta ricevuto, ne farete quello che vorrete 🙂

M.