Fondo Patrimoniale e debiti professionali

3/9/2018

Finite le vacanze? ….belli, riposati, rilassati, in formissima… e adesso tutti al lavoro…

Confidando sulla vostra freschezza mentale, per il primo articolo post trauma-rientro, avrei scelto una recente interessante pronuncia giurisprudenziale in tema di Fondo Patrimoniale.

Allora, come ben sapete, il FP è un istituto giuridico previsto e disciplinato dagli artt. 167 e ss. del c.c..

Si tratta di un “patrimonio destinato” ai bisogni della famiglia che, nella pratica, ha quale obiettivo quello di tutelare la stabilità economica della famiglia stessa.

I beni conferiti nel FP, infatti, non potranno essere aggrediti se non per debiti contratti nell’interesse della famiglia.

Bene. Tutto chiaro… o quasi…

Il problema è: quali sono i bisogni della famiglia per i quali i debiti contratti legittimano una aggressione ai beni del fondo?

La legge non lo dice e, purtroppo, nel contrasto tra creditore procedente e debitore resistente, l’ultima valutazione spetta al povero giudice che si trovi a dover decidere sul merito.

Purtroppo, la valutazione può diventare difficile con riguardo ai debiti “professionali” o “imprenditoriali”…

Sono debiti contratti per i bisogni della famiglia?

Alcune sentenze, in passato, hanno contribuito a “smontare” un po’ l’appetibilità del FP, sostenendo che le obbligazioni scaturenti dall’attività lavorativa legittimano l’aggressione dei beni del fondo, in quanto il lavoro sarebbe destinato al sostentamento della famiglia e, quindi, nell’interesse di questa.

La pronuncia in commento (vedasi Corte di Cassazione, sez. VI Civile, ordinanza n. 16176/2018), depositata lo scorso 19 giugno, va un po’ più in profondità.

La Corte ci spiega che affinché sia ammissibile l’esecuzione sui beni del fondo, è necessario che la fonte o la ragione del rapporto obbligatorio abbia inerenza diretta e immediata con i bisogni della famiglia. Ma ci chiarisce anche che, in applicazione del generale principio dell’onere della prova, e qui sta il bello, che al fine di dimostrare l’esistenza di un collegamento diretto fra debito contratto ed esigenze della famiglia, il creditore procedente non può limitarsi a sostenere che i proventi derivanti dall’attività lavorativa sarebbero stati destinati al mantenimento della famiglia stessa, gravando sullo stesso l’ onere di dimostrare nello specifico che i flussi finanziari erogati dalla società erano destinati, dal debitore, alle esigenze familiari e non ad altro.

Capito?

Buon rientro a tutti.

M

 

FONDO PATRIMONIALE: PIGNORATI I BENI AL MANAGER

…. oggi avrei dovuto scrivere un pezzo su Silvio e Veronica… assegno, divorzio, tenore di vita sì o tenore di vita no, restituzioni, chi ha vinto, chi ha perso…. ma ne han scritto e parlato così tanto…. magari ne parliamo quando ci (ri)vediamo di persona…

E allora solo un flash su tutt’altro: lo sapevate che la Cassazione, con l’ordinanza n. 25443/2017 ha accolto il ricorso del Fisco contro un un imprenditore, e ha dichiarato legittimo il pignoramento dei beni inseriti nel fondo patrimoniale anche se il debito derivava dall’attività aziendale?

Nn lo sapevate?

Seguitemi, che  vediamo cosa han partorito i giudici della cassazione.

Dicono, con riguardo  all’iscrizione di un’ipoteca da parte del fisco sugli immobili costituiti in fondo patrimoniale «è legittima solo se l’obbligazione tributaria sia strumentale ai bisogni della famiglia o se il titolare del credito non ne conosceva l’estraneità a tali bisogni, ma grava sul debitore che intenda avvalersi del regime di impignorabilità dei beni costituiti in fondo patrimoniale l’onere di provare l’estraneità del debito alle esigenze familiari e la consapevolezza del creditore».

Quindi, per semplificare al massimo: tu fai il fondo patrimoniale, ci metti dentro gli immobili…. e pensi sia finita così… no, arriva qualcuno e ti ci iscrive lo stesso l’ipoteca sopra… sta poi a te dimostrare al giudice di turno che il credito per il quale l’ipoteca è stata iscritta nn era strumentale ai bisogni della tua famiglia e che il creditore ne è consapevole….

Domanda: come faccio io a dimostrare che un debito fiscale relativo all’esercizio della mia attività imprenditoriale è o non è strumentale agli interessi ed esigenze della mia famiglia e che il creditore ne è consapevole?

Nn lo so… è chiaro che occorrerà verificare caso per caso, e che ogni caso è diverso…

…però è altrettanto chiaro, a questo punto, che la prova diabolica spetta a chi il fondo patrimoniale lo costituisce… e quindi, ritengo, di ciò ne dovrebbe essere consapevole sin dal momento della costituzione del fondo stesso…

M.

Dimenticavo…. ci siete giovedì prossimo all’ITForum di Milano? Dai che vi aspetto…

L’AZIONE REVOCATORIA AD AREZZO

Sapete cos’è l’atto di destinazione? Più o meno?

Allora, in estrema sintesi… l’art. 2645 ter c.c. consente di vincolare determinati beni ad uno scopo meritevole di tutela secondo l’ordinamento giuridico. Una volta sorto il vincolo, quel bene vincolato nn può essere aggredito se nn per debiti contratti proprio per quello scopo.

Se, ad esempio, vincolo la mia casa allo scopo (meritevole) di tutela degli interessi dei miei figli, la casa sarebbe attaccabile solo per debiti contratti per quello scopo (interesse dei miei figli). Per altri creditori, quindi, la casa è inattaccabile.

Attenzione, però: se io pongo in essere l’atto di destinazione quando ho già debiti, lo stesso può essere revocato (azione revocatoria ordinaria ex art. 2901 c.c.). L’azione revocatoria, però, può essere esercitata solo entro 5 anni dal compimento dell’atto pregiudizievole ai creditori (nella specie, l’atto di destinazione).

Bene.

Maggio 2014, siamo in quel di Arezzo, Toscana…. una mamma aretina vincola ex art. 2645 ter c.c. la propria casa nell’interesse ed a tutela della figlia, fino al raggiungimento del 33esimo anno d’età di quest’ultima.

Piccolo problema: ad aprile 2014 (un mese prima dell’atto di destinazione) alla stessa mamma veniva notificata una sentenza che confermava un “brutto” decreto ingiuntivo del 2009.

Secondo voi cosa succede?

24 agosto 2017…. Tribunale aretino… sent.966/2017… revoca ex art. 2901 c.c. dell’atto di destinazione posto in essere (dice il giudice aretino), alla luce della tempistica, consapevolmente in danno ai creditori….

Il decreto ingiuntivo era del 2009… se l’atto di destinazione fosse stato posto in essere nel 2004, in bonis, la casa sarebbe stata salva…. dopo 5 anni dal compimento dell’atto (di destinazione) l’azione revocatoria si prescrive….

Quindi?

EDUCAZIONE PATRIMONIALE: chi è informato capisce, chi capisce elabora, chi elabora pianifica, chi pianifica tutela.

Un caro saluto a tutti i miei cari amici e followers di Arezzo.

M.

 

 

 

 

RIMBORSI VENETO BANCA & POP. DI VICENZA: IL RUOLO CHIAVE DEL PATRIMONIALISTA

Il delicato, complesso, affascinante ruolo del patrimonialista….una figura chiave a tutela e presidio degli interessi patrimoniali del proprio cliente…sono necessarie competenze ampie e trasversali: fisco, famiglia, successione, azienda, immobiliare, assicurativo e…bancario….

….e allora oggi appare doveroso soffermarci un attimo proprio sul fronte bancario-finanziario.

Veneto Banca e Popolare di Vicenza cercano di scendere a patti con i propri azionisti: accettate un rimborso/indennizzo a forfait e ci mettiamo una pietra sopra….ci lasciamo alle spalle il passato e ripartiamo tutti insieme…però, attenzione, tu firmi che rinunci a qualsiasi ulteriore pretesa nei miei confronti…

…si, ok, però tu quanto mi dai?

Il 15% dei tuoi risparmi…

Tecnicamente si chiama  transazione, cioè io do qualcosa a te (15% dei tuoi soldi, nello specifico) e tu non mi fai causa…

Guarda caso, la delibera da parte delle banche avviene proprio il 9 gennaio 2017, giorno in cui  la CONSOB avvia il nuovo procedimento stragiudiziale di composizione delle liti finanziarie…

Ad ognuno la propria scelta, ci mancherebbe, portare a casa quello che si riesce a portare a casa (che, in certi casi, è tutto guadagnato), oppure andare avanti ad oltranza, assumendosene i rischi, sia chiaro, ma con l’obbiettivo di ottenere giustizia, magari proprio dalla CONSOB…

La domanda, però, a questo punto è: tutte quelle persone alle quali (in vari modi) è stata venduta spazzatura facendola passare per oro colato, tutti quei pensionati che han firmato (inconsapevolmente) documenti dai quali risultano profili di rischio degni del miglior Warren Buffet, sono in grado, oggi, di assumere decisioni ponderate e consapevoli?

Beh, col senno di poi è chiaro che è tutto facile, però, riflettendoci un po’, se quel risparmiatore, se quella famiglia, se quell’imprenditore fosse stato affiancato, al momento dell’investimento, da una persona capace di mettere in linea patrimonio e famiglia e di elaborare una strategia patrimoniale globale in linea con le sue specifiche esigenze, oggi, probabilmente, non si troverebbe a dover fare questa scelta… ed è chiaro che oggi come allora, per poter effettuare questa scelta, tra agire o subire, è indispensabile essere affiancati da una persona preparata che sappia valutare, alla luce del caso specifico, quale possa essere la scelta migliore per il proprio cliente (e non per la banca!)…

….bene, ma chi è questa persona così preparata e, soprattutto, quanto mi costa?

Questa persona si chiama patrimonialista, ed è un professionista preparato e specializzato nell’ assicurare la massima tutela degli interessi patrimoniali del proprio cliente…

e quanto costa?…attenzione, la domanda da farsi è diversa…non quanto mi costa averlo, ma quanto mi costa non averlo…

M.

 

 

 

PIANIFICAZIONE SUCCESSORIA E PROTEZIONE DEL PATRIMONIO: L’APPUNTAMENTO E’ PER IL 2017

Come ogni fine anno adesso è l’ora dei bilanci, di tirare le somme…di fermarsi un attimo per guardarsi indietro…per tirare il fiato…

e allora, per il duemiladiciasette, come ci si organizza?

Ripartiremo esattamente, di slancio, da dove siamo arrivati…corretta gestione e protezione del patrimonio e pianificazione successoria…questo è il ruolo, la mission, mia e di tutti coloro (1.351, per l’esattezza, nel solo roadshow) che mi hanno seguito, scelto e voluto…questo è il ruolo del “patrimonialista“, che non è per tutti…è il ruolo dei più determinati, dei più appassionati…

…e di passione e determinazione quest’anno ne ho percepita veramente tanta, in tutta Italia, negli occhi, nelle parole, nelle domande, nelle mail delle decine e decine di professionisti che ho avuto la fortune di incontrare e conoscere…li ringrazio tutti, per aver contribuito a condividere insieme la “nostra crescita professionale”….

…ed il duemiladiciasette sarà ancora una volta diretto ed incentrato alla “nostra crescita professionale”…a ricavarci e costruirci questo ruolo di “patrimonialisti”…io ci sto già lavorando, sto gettando le basi per un ulteriore anno insieme…ancora una volta estremamente appassionati e determinati…

….ma adesso è il momento dei ringraziamenti…. anzitutto non posso che ringraziare tutti coloro che mi hanno seguito, che mi hanno letto….tutti coloro che hanno partecipato agli eventi, tutti coloro che mi hanno fortemente voluto come docente nelle loro aule didattiche e per gli eventi dedicati ai loro clienti, tutti coloro che mi hanno voluto al loro fianco per la loro consulenza ad aziende e famiglie… veramente grazie a tutti

…ho avuto l’onore di scrivere il mio secondo libro (“Famiglia & Consulenza”, Ed. Forfinance), a “sei mani”, insieme a due professionisti preparati ed appassionati, il Notaio dott. Muritano Daniele e la dott.ssa Sabrina Numa (quest’ultima grandissima esperta in materia di trust), che ringrazio ed abbraccio….

…ma un ringraziamento “speciale” va a tutti gli amici di ForFinance, a tutto il loro staff, nessuno escluso, che hanno avuto l’idea e la follia d’investire e scommettere “a scatola chiusa” sul sottoscritto…grazie di cuore, perché tutto ciò che è stato fatto e creato dal sottoscritto non sarebbe stato possibile senza di voi…

e adesso è arrivato il momento degli auguri…. e allora vi auguro veramente un felicissimo e sereno Natale da condividere con le vostre famiglie, i vostri cari, i vostri affetti…e tanta tanta felicità e serenità per l’anno che verrà…

Un abbraccio

M.

 

UN TRUST PER “I LAPO”?

Anche se se n’è parlato poco ed i media e la rete non gli han dato molto risalto, 🙂 , qualcuno di voi forse avrà sentito parlare negli ultimi giorni della vicenda che ha visto protagonista uno dei rampolli di casa Agnelli, Lapo Elkann.

Al di là di quanto accaduto all'”agnellino“, la vicenda offre uno spunto per una riflessione giuridico-patrimoniale.

Il punto è questo: come si possono proteggere (patrimonialmente) le persone da sé stesse?

Esiste uno strumento giuridico idoneo ad assicurare stabilità patrimoniale per chi stabile patrimonialmente non lo è?

Beh…forse bisogna guardare al Trust.

la “Legge sul Dopo di Noi” lo ha ufficialmente sdoganato per le persone disabili: persone che, anche se patrimonializzate, non riuscirebbero a gestirsi autonomamente.

Però, al di là dei casi in cui si è in presenza di persone affette da gravi disabilità, è molto frequente che all’interno di famiglie vi siano soggetti incapaci o inadatti a gestire la loro patrimonialità.

Il problema può essere ricondotto a ragioni caratteriali, ma anche ad inattitudine  o a semplice inesperienza.

Come fare? Lasciare patrimoni a determinati soggetti, paradossalmente, potrebbe significare causargli un danno.

Ecco allora che lo strumento Trust consente di assicurare una stabilità economica all’instabile economico, grazie alla gestione della sua patrimonialità a suo favore ad opera di un terzo (trustee).

E’ una cosa necessariamente da ricchi? Assolutamente no, tenuto anche conto che trustee può essere nominato chiunque.

Se a ciò aggiungiamo che chi ha conferito i beni in Trust si è liberato della propria patrimonialità, possiamo concludere che la stessa unica operazione può assicurare tutela a due soggetti: disponente e beneficiario.

…chissà se a casa Agnelli ci hanno mai pensato?!

M.

 

 

 

 

VI ASPETTO A ROMA…PATRIMONIA SUMMIT 2016

Eccoci qua…siamo arrivati anche al tanto atteso Patrimonia Summit 2016…

….vi aspetto a Roma martedì prossimo, 8 novembre…sarà come al solito una bellissima giornata in compagnia dei migliori professionisti del settore finanziario e patrimoniale…

….quanto a me vi terrò compagnia sia il mattino che il pomeriggio…la mattina con “Renzo e Lucia, i promessi sposi. Aspetti patrimoniali di una convivenza in vista del matrimonio” e come moderatore della tavola rotonda “Il futuro della consulenza patrimoniale in Italia”… nel pomeriggio con “I rischi patrimoniali nelle successioni e nelle donazioni: casi pratici”.

Ci vediamo martedì!

M.

 

PROTEZIONE DEL PATRIMONIO: PROFESSIONISTI…ATTENZIONE ALLA CLAUSOLA “CLAIMS MADE”!

Una corretta strategia di protezione patrimoniale non può prescindere da un’attenta e scrupolosa analisi dei rischi professionali ed imprenditoriali.

Il libero professionista (medico, avvocato, commercialista, ingegnere, ecc.) che è chiamato a rispondere personalmente ed illimitatamente dei danni cagionati nell’esercizio della propria professione, normalmente è coperto da una polizza assicurativa (della quale, è pacifico, non ha mai letto il contenuto, ma ne conosce solo il massimale concordato).

Essere assicurati, però, non è di per sé sufficiente: occorre sapere come si è assicurati (al di là del massimale “acquistato”).

Avete mai sentito parlare della clausola “claims made“? No? …male, molto male…

E’ la fonte di molte, frequenti (sgradite) sorprese da parte di poveri professionisti che combinano il guaio.

Quando chiamano in causa la compagnia assicuratrice per essere tenuti indenni, come da contratto, quest’ultima, proprio da contratto, educatamente saluta e se ne va.

Ciò può accadere (come è accaduto ad un professionista emiliano, sul cui caso si è espresso il Tribunale di Bologna, con sentenza dello scorso 12 agosto) proprio in presenza, nella polizza sottoscritta, della clausola  “claims made”.

Che cos’è? Per capirci, con riferimento alla polizza assicurativa per la responsabilità civile da circolazione stradale, se oggi voi con il vostro bellissimo SUV  mettete sotto la vecchietta che vi attraversa sulle strisce pedonali e quest’ultima vi fa causa tra 1 anno, voi siete coperti comunque, in quanto, al momento del sinistro, voi eravate assicurati.

Se invece avete sottoscritto una polizza con la clausoletta claims made (tradotto letteralmente = a reclami fatti) ciò non vale, in quanto l’assicurazione paga solo se la richiesta d’indennizzo viene presentata durante la vigenza della polizza. Quindi, in questo caso, dovete essere assicurati oggi, quando arriva la richiesta d’indennizzo da parte della povera vecchietta che avete “asfaltato”, a nulla rilevando che foste assicurati all’epoca della sua “asfaltatura” (1 anno fa).

Quindi, in caso di errore professionale oggi, posso ricevere la richiesta d’indennizzo entro dieci anni dal sinistro (responsabilità contrattuale, prescrizione ordinaria decennale) e se in quel momento non ho una polizza assicurativa che mi copra anche per il passato, a nulla vale che al momento dell’errore (dieci anni prima o anche solo un anno prima) fossi assicurato.

Quindi, molti professionisti, oggi, potrebbero essere chiamati a risarcire danni cagionati sino a dieci anni prima, col pericolo di scoprire (oggi) di non essere coperti dall’assicurazione (magari proprio per il semplice fatto che oggi han smesso di lavorare).

Ah…dimenticavo, il tribunale emiliano di cui vi ho accennato, ha specificato che non è una clausola vessatoria (cioè quelle, per intenderci, che devono essere necessariamente e specificatamente approvate per iscritto), quindi, se ce l’avete nel contratto assicurativo che avete sottoscritto (ma mai letto), non lamentatevi…. e pagherete di tasca vostra.

M.

 

…le prime comunicazioni (post-ferie)

…fine agosto/inizio settembre…le vacanze (per molti) oramai archiviate, ritorni in uffici ancora assolati, tra strade e viali ancora a mezzo servizio, qualche postit che ci aspetta, un’agenda da rispolverare, le prime telefonate a clienti e colleghi x riprendere da dove si era rimasti…

…e allora eccomi con le prime comunicazioni:

  • “LA MAPPATURA DEI RISCHI NEL CICLO DI VITA PATRIMONIALE DELLA FAMIGLIA”  (Rimini 13 settembre, Ancona 14 settembre, Perugia 15 settembre, Brescia 23 settembre, Genova 11 ottobre, Livorno 12 ottobre, Vicenza 16 novembre, Palermo 29 novembre, Catania 30 novembre);
  • “PATRIMONIA ROMA” (8 novembre);
  • “PATRIMONIA MILANO” (24 NOVEMBRE).

info ed iscrizioni: www.ffeventi.it

Rispolverate le agende….save the date…ci risentiamo prox settimana.

M.

“MORTE” DELLA SOCIETA’: I DEBITI IN EREDITA’ AI SOCI

Cosa deve fare il creditore di una società quando quest’ultima viene cancellata dal registro delle imprese?

Chi paga i relativi debiti se questa è giuridicamente estinta?

Come noto, se a morire è una persona fisica, dei suoi debiti rispondono gli eredi, illimitatamente, con tutto il loro patrimonio, se accettano puramente e semplicemente, oppure nel limite di quanto ereditato se accettano col beneficio d’inventario.

In ogni caso, comunque, ne rispondono solo in seguito all’accettazione dell’eredità.

Quando si estingue la società, invece, lo scenario è diverso.

I soci rispondono comunque personalmente, in quanto, facendo un parallelo con quanto detto poco sopra, diventano immediatamente eredi, senza necessità di accettazione.

La loro responsabilità personale (limitata od illimitata), però, dipende dal tipo di società di cui si tratta.

Il socio che risponde illimitatamente dei debiti sociali della società quando questa è operativa, ne risponderà altrettanto illimitatamente in seguito alla sua estinzione.

Il socio, invece, che rispondeva in maniera limitata dei debiti sociali (nel limite del capitale investito), ne risponderà, dopo l’estinzione, nel limite di quanto ricevuto in seguito alla liquidazione (s.p.a., s.r.l.).

Quindi, i soci di s.s., s.n.c. e gli accomandatari nella s.a.s. risponderanno illimitatamente con il proprio patrimonio personale anche a seguito della “morte giuridica” della società, senza possibilità di non accettare una eredità “passiva” e senza possibilità di accettare col beneficio d’inventario: saranno sempre eredi puri e semplici.

Quanti soci di queste tipologie di società ne sono consapevoli?

….probabilmente un ulteriore buon motivo per adottare preventivamente un’ adeguata strategia di protezione patrimoniale nell’interesse della propria famiglia….