IL VALORE DELL’USUFRUTTO

Novità duemila18: nuovi valori per usufrutto e nuda proprietà.

Come saprete, il valore dell’usufrutto varia a seconda dell’età dell’usufruttuario stesso. Più l’usufruttuario è avanti con l’età meno vale il suo diritto, in quanto si presume che il suo diritto (come pure la sua vita) duri meno. Se vale meno l’usufrutto, corrispondentemente, vale più la nuda proprietà, in quanto verosimilmente avrà sempre maggiori chance di espandersi in piena proprietà.

Ma chi ci dice quanto vale un usufrutto ed una nuda proprietà?

I valori vengono periodicamente aggiornati al mutare del saggio degli interessi legali, portati dal Ministro dell’Economia dallo 0,1 allo 0,3 % dal 1 gennaio 2018.

Allora, per semplificare al massimo, vi lascio la tabella aggiornata qui di seguito.

Età Usufruttuario Coefficiente % Usufrutto % Nuda Proprietà
da 0 a 20 317,50 95,25 4,75
da 21 a 30 300,00 90,00 10,00
da 31 a 40 282,50 84,75 15,25
da 41 a 45 265,00 79,50 20,50
da 46 a 50 247,50 74,25 25,75
da 51 a 53 230,00 69,00 31,00
da 54 a 56 212,50 63,75 36,25
da 57 a 60 195,00 58,50 41,50
da 61 a 63 177,50 53,25 46,75
da 64 a 66 160,00 48,00 52,00
da 67 a 69 142,50 42,75 57,25
da 70 a 72 125,00 37,50 62,50
da 73 a 75 107,50 32,25 67,75
da 76 a 78 90,00 27,00 73,00
da 79 a 82 72,50 21,75 78,25
da 83 a 86 55,00 16,50 83,50
da 87 a 92 37,50 11,25 88,75
da 93 a 99 20,00 6,00 94,00

Se avete intenzione di acquistare una nuda proprietà di un immobile, sappiate che se l’usufrutto rimane in capo ad un soggetto sino a 20 anni d’età massima, pagherete meno del 5% del valore totale del bene, se avete l’usufruttuario tra i 93 ed i 99 anni pagherete il 94% del valore totale del bene e se invece un usufruttuario tra i 61 e 63 anni avrete valori di nuda proprietà ed usufrutto quasi uguali.

Attenzione però… ho letto da qualche parte che le nuove tecniche medicoscientifiche stanno facendo passi da gigante e presto consentiranno l’allungamento della vita media addirittura fino a 120 anni…

Pensa che felice il nudo proprietario che si beccherà il primo usufruttuario 120ntennario…

Buon inizio anno

M

L’USUFRUTTO SUCCESSIVO (NONNO-FIGLIO-NIPOTE)

Rientrati dalle ferie? Operativi al 100%?

Siete in forma? In formissima?

Dai….vediamo…

Cominciamo col primo articolo post ferie per rimetterci in moto, per riattivare l’attività cerebrale….

Vi ricordate ancora cos’è una donazione? Si?

E che cos’è l’usufrutto?

Allora, la donazione è quel contratto col quale, per spirito di liberalità (quindi senza pretendere nulla in cambio), il donante arricchisce un altro soggetto, il donatario.

Che forma deve rivestire la donazione?

Atto pubblico a pena di nullità, tranne per l’ipotesi in cui si tratti di donazione di modico valore o di donazioni cosiddette “indirette”.

Il bonifico genitore vs figlio, nonno vs nipote, marito vs l’ amante, che cos’è?

E’ una DONAZIONE NULLA, finalmente (e secondo me era già pacifico) lo hanno sancito anche le sezioni unite della nostra corte di cassazione (magari ne parleremo diffusamente in seguito in un apposito articolo).

Benissimo.

Molto diffusa l’ipotesi di donazione di un immobile (casa) tra donante e donatario (es. genitore vs figlio) in cui il donate trasferisce la nuda proprietà al donatario e trattiene per sé l’usufrutto.

Il donante, in questo caso, pur avendo trasferito un bene, ne trae godimento, essendo usufruttuario, finchè vive.

Vantaggio?

Io che trasferisco comunque ne mantengo il godimento a vita, ed alla mia morte, in automatico, il nudo proprietario diverrà pieno proprietario. Quindi senza perdere la disponibilità ed il godimento del bene, ho già definito il passaggio generazionale di quel bene.

L’usufrutto, diritto reale minore su cosa altrui, consente al suo titolare di godere di un bene come se fosse il proprietario. L’usufruttuario dell’appartamento, in linea di massima, può far tutto quello che spetta al proprietario, tranne vendere.

Il diritto di usufrutto, però, ha una caratteristica fondamentale: non può mai durare oltre la vita del suo titolare. Morto l’usufruttuario, morto l’usufrutto.

Attenzione, però: eccezione alla regola.

Art. 796 c.c.: “E’ permesso al donante di riservare l’usufrutto dei beni donati a proprio vantaggio, e dopo di lui a vantaggio di una persona o anche di più persone, ma non successivamente”.

Capito?….ah, no, scusate, dimenticavo…siete nel post ferie…

Allora per capirci:

Nonnino dona al nipotino giovane nuda proprietà del suo appartamento. Il nonnino trattiene l’usufrutto finchè vive. Per regola, alla morte del nonnino, morto l’usufruttuario morto l’usufrutto. Quindi il nipotino diverrebbe, in automatico, pieno proprietario.

Ma c’è un’eccezione: con donazione possono trattenere per me l’usufrutto e destinare, per dopo di me, l’usufrutto successivo ad altra persona.

Quindi: nonnino trasferisce nuda proprietà al nipotino, lui trattiene l’usufrutto, ma dopo di lui l’usufrutto verrà trasferito al suo figlio, padre del nipotino. Il nipotino giovane, quindi, diverrà pieno proprietario non dopo la morte del nonnino, ma dopo la morte del nonnino e del papino. (usufruttuario successivo).

Capito? ….speriamo, tra usufruttuario e nudo proprietario c’è di mezzo ancora il post ferie…

M.

TESTAMENTO: USUFRUTTO E NUDA PROPRIETA’

Spesso capita che nelle donazioni (tra familiari) venga attribuita la nuda proprietà al donatario (magari figlio o nipote), ed il donante (magari genitore o nonno) trattenga per sé l’usufrutto.

Ciò comporta un duplice vantaggio: da una parte, infatti, il donante conserva il godimento del bene, che può essere destinato a suo utilizzo esclusivo o, addirittura ceduto a terzi tramite locazione o comodato; dall’altro, c’è il vantaggio che l’operazione risulta economicamente meno onerosa in quanto trasferisco non una proprietà piena, ma “nuda”, cioè gravata da un diritto reale minore altrui (l’usufrutto, appunto) sul medesimo bene. Morto l’usufruttuario, però, la (nuda) proprietà, per la sua vis espansiva, si consolida con l’usufrutto e diventa “piena proprietà”.

Lo stesso, si badi bene, non cambierebbe assolutamente nulla, varrebbe per la donazione della nuda proprietà con ritenzione del diritto di abitazione.

Benissimo, tutto chiaro per la donazione classica con ritenzione di usufrutto.

Ma se invece di un atto tra vivi (donazione) siamo in presenza di un atto mortis causa, ossia il testamento, cosa succede?

In questo caso, infatti, il testatore ( che non può destinare a sé, per ovvi motivi, nulla) potrebbe destinare diversi diritti sul medesimo bene a persone distinte: ad uno, per esempio, il diritto di usufrutto e, all’altro, il diritto sulla nuda proprietà.

Bene, fin qui tutto chiaro….

Attenzione, però, mentre nella donazione con ritenzione di usufrutto si segue la logica di “autotutelarsi” sino a quando si è in vita, pur avendo già provveduto con una donazione che si consoliderà completamente in automatico quando verrà a mancare il donante usufruttuario…. con l’operazione testamentaria su due soggetti diversi lo scenario un po’ cambia….

Cosa succede se viene a mancare l’usufruttuario testamentario? Come prima, l’usufrutto non sopravvive alla morte del suo titolare….quindi si estingue ed il nudo proprietario testamentario diviene pieno proprietario…

E se invece ad andarsene per primo è il nudo proprietario (magari ipotesi non contemplata dall’originario testatore unico proprietario del bene, che confidava sulla preventiva morte dell’usufruttuario, più anziano del nudo proprietario) ? L’usufrutto rimane intatto, mentre è la nuda proprietà passa di mano… pro quota, agli eredi del nudo proprietario che viene a mancare….

Ma se l’usufruttuario è anche uno degli eredi (magari genitore) del nudo proprietario (magari figlio) che è venuto a mancare?

Beh…se fosse unico erede diverrebbe pieno proprietario per un consolidamento inverso, della nuda proprietà all’usufrutto in capo alla stessa persona….mentre se più fossero i nudi proprietari eredi, lui rimarrebbe l’unico usufruttuario, oltre a divenire, pro-quota, comproprietario della nuda proprietà….l’unico, però, tra i più “nudi comproprietari” a poter “godere” a vita, in modo esclusivo, del bene.

….chissà se sono stato abbastanza chiaro.

M.

LA SUCCESSIONE IN LUXOTTICA

La vicenda che tiene banco in questi giorni nel panorama finanziario è quella relativa alla fusione tra i due colossi degli occhiali Essilor-Luxottica.

Tralasciando gli aspetti prettamente finanziari, l’operazione appare d’indubbio interesse anche dal punto di vista familiare/successorio.

La proprietà di Luxottica, infatti, è detenuta dai Del Vecchio attraverso la holding Delfin.

Quest’ultima, oggi, ha in pancia il 61,9% del colosso di Agordo.

In seguito alla fusione, la stessa cassaforte di famiglia, si troverà a detenere tra il 30 ed il 40% della nuova realtà.

La famiglia Del Vecchio, quindi, rinuncia al controllo totale di una società, per una quota minoritaria di una più grossa.

La scelta, oltre a seguire logiche industriali e finanziarie, sicuramente rappresenta anche un’occasione per delineare la futura successione dell’azienda.

Il vecchio Del Vecchio, che vanta un palmarès di tutto rispetto quanto a matrimoni (tre), ha infatti “accumulato” negli anni ben sei figli.

Ad ogni figlio ha attribuito il 12,50% della nuda proprietà della Dolfin, mentre x lui ha trattenuto la piena proprietà del 25% restante e l’usufrutto su tutto.

Il meccanismo appare semplice ed efficace: alla sua morte, in seguito alla riunione dell’usufrutto alla nuda proprietà, il 75% rimarrà, in parti uguali, in capo ai figli, ed il suo 25%, presumibilmente, all’attuale moglie.

A differenza di quanto accaduto con Esselunga, dove Caprotti ha optato per l’attribuzione del controllo societario ad alcuni eredi, mantenendo nell’azionariato familiare il ruolo imprenditoriale,  qui la strategia è stata quella di trasformare la cassaforte di famiglia, per il futuro, in un investimento prettamente finanziario.

E allora, se investimento puramente finanziario doveva essere, probabilmente meglio lasciare in eredità un investimento finanziario nel più grosso colosso mondiale del settore.

La strada della successione, quindi, è stata segnata… ma attenzione….mai dire mai…per il vecchio Del Vecchio c’è ancora tempo e spazio per altri matrimoni e, chissà… per altri figli 🙂

M.

LA SUCCESSIONE “CAMPARI”, TRA NUDA PROPRIETA’ ED USUFRUTTO DI QUOTE.

E’ venuta a mancare qualche giorno fa Rosa Anna Magno Garavoglia, controllante della società Davide Campari.

La scomparsa segue di poche settimane quella di Caprotti, patron di Esselunga (e ne scrissi qualche settimana fa su questo blog).

In entrambi i casi, alla loro scomparsa, segue il tema della successione, del controllo e della continuità aziendale: in una, il trasferimento generazionale d’azienda.

Ve la faccio corta: sapete cos’è l’usufrutto? E la nuda proprietà?

Sento già alcune delle risposte:”Quando uno dona una casa al figlio però si trattiene per sé l’usufrutto”.

Beh…diciamo che la risposta “tipo” inquadra abbastanza gli istituti giuridici in questione….però si può fare sicuramente di meglio :).

Senza annoiarvi troppo diciamo che tecnicamente l’usufrutto è un diritto reale (minore) su una cosa di proprietà altrui: cioè, c’è il proprietario di una cosa sulla quale esiste anche un diritto (minore) di un altro.

Quindi il proprietario (la cui proprietà è compressa) è “nudo proprietario” e, l’altro (nello specifico), è usufruttuario.

Il concetto è lo stesso, e non cambia, con la combinazione nuda proprietà-diritto di abitazione, oppure nuda proprietà-uso.

L’usufrutto, che consente di gestire e di godere del bene (di proprietà altrui), si estingue alla morte del suo titolare. In conseguenza, la proprietà “compressa” del nudo proprietario, in automatico, si riespande e, da nuda proprietà, diviene piena proprietà.

Si badi bene, questo schema nuda proprietà-usufrutto vale su tutti i beni su cui qualcuno possa vantare la proprietà, non solo, quindi, relativamente ai beni immobili (per i quali la pratica è molto diffusa, soprattutto tra genitori e figli).

Quindi vale anche per le quote societarie. Il vantaggio? Molto, molto rilevante.

Io trasferisco la (nuda) proprietà oggi, ma, di fatto, continuo a controllare e gestire il bene —> x l’azienda —> trasferisco le quote oggi, ma continuo a gestire indisturbato l’azienda finchè campo.

Alla mia morte? Il nudo proprietario, indisturbato, in automatico, diviene pieno proprietario.

E’ quanto fatto x Campari: Domenico Garavaglia, anni ’80 del secolo scorso, trasferisce al figlio le quote di controllo della società, trattenendone, con la moglie, l’usufrutto. Padre e madre, quindi, in vita, hanno gestito e goduto dell’azienda; oggi, il figlio, venuta a mancare la madre, unica usufruttaria superstite, in automatico, è pieno proprietario del pacchetto di controllo dell’azienda.

Donazione con riserva d’usufrutto, testamento, patti di famiglia, trust…tanti modi per programmare in modo “indolore” il passaggio generazionale in azienda…gli strumenti ci sono sempre…sono le strategie che mancano.

M.

P.S.: Vi ho stressato? …andate al bar e fatevi un Campari!