MINUSVALENZE E EREDITA’ TITOLI

Quando si apre una successione ereditaria come ben sai hai la possibilità di diventare erede del defunto in seguito all’accettazione,  espressa o tacita che sia, poco importa.

Diversamente, se nn ti va, puoi sempre rinunciare.

Lo scenario che si apre in seguito all’apertura della successione è sempre interessante, quanto alle sue conseguenze relazionali, patrimoniali, e fiscali.

Relazionali: statisticamente ci sn ottime possibilità che tu debba assumere un avvocato, pagarlo bene, per tentare di uscire dalla “guerriglia urbana” dei rapporti tra coeredi

Patrimoniali: se diventi erede diventi erede di tutto. Diventi erede delle attività, delle passività che conosci, e anche di quelle che nn conosci ma che siano riconducibili al defunto (esempio responsabilità civile professionale)

Fiscali: se ti arricchisci, anche un po’, devi pagare le imposte. Ne esci completamente indenne se rientri nelle bellissime franchigie di esenzione in cui oggi sguazzano gli eredi in linea retta.

Bene. Viene a mancare lo zio. Accetti, nn ci sono debiti.

Eccolo… arriva il coerede agguerrito…. pago l’avvocato….

Ma vabbè, cosa vuoi che sia, li tolgo dall’eredità che ricevo….

Poi paghi le imposte ipocatastali sugli immobili, e nn hai il beneficio prima casa.

Vabbè, dai, si riduce di un po’ l’eredità netta che porti a casa.

Ma poi paghi le imposte di successione che devi pagare perché nn sei erede in linea retta.

Eh vabbè, riduco ancora un po’ l’eredità netta.

Poi arriva un debituccio da pagare che nn risultava da nessuna parte, ma il creditore ha una bella fideiussione in mano firmata dal de cuius.

Eh rivabbè, riduciamo ancora un pochino l’importo dell’eredità netta.

No, però, ferma tutto… ci sn le minusvalenze sui titoli…

….quel poveretto aveva comperato alla grande prima dello spread, ora è un macello…..

Mi dispiace

All’erede nn è consentito utilizzare le minusvalenze del defunto

La normativa in vigore individua nel solo intestatario del rapporto che si estingue il soggetto che può beneficiare delle minusvalenze, ovvero del risultato negativo di gestione.

Al riguardo, l’Amministrazione Finanziaria ha confermato che le minusvalenze e le perdite assumono rilevanza esclusivamente in capo al soggetto che le ha realizzate e pertanto non possono essere oggetto di successione ereditaria, non trattandosi di diritti patrimoniali, ossia di crediti, di debiti o di cespiti.

Di conseguenza, le minusvalenze e le perdite realizzate dal defunto anteriormente al decesso non possono essere trasferite agli eredi.

….evvabè

M

 

 

MASSIMO PERINI

– AVVOCATO PATRIMONIALISTA-

 

IMPOSTE DI SUCCESSIONE E RIFORMA DEL CATASTO

Il governo deve trovare soldi….e con la legge di bilancio qualcosina deve inventarsi…

Questo, in estrema sintesi, quanto si legge negli ultimi giorni…

Si tratterebbe di tagliare circa 3/4 miliardi di €uro di extradeficit per far bella figura (o, meglio, meno brutta figura) in Europa…

E allora le voci son sempre quelle: vuoi vedere che andranno a pescare un po’ sulle successioni?

D’altro canto, in confronto con i vari cugini europei, spazio di manovra ce ne sarebbe…basta tagliare quella bella franchigia da 1 milione e portarla a 500 (o 200), e quella scarna aliquota del 4% alzarla ad un 20…. ed il gioco è fatto.

Ma gli Italiani, sarebbero pronti ad una simile realtà? Ve lo dico io, no…non sono pronti, perché tra i vari problemi che gli Italiani affrontano nel corso della propria esistenza patrimoniale, tradizionalmente, quello successorio non compare.

Il problema però è ben più ampio (e grave) di quanto già potrebbe apparire. Perché? Perché gran parte della ricchezza degli Italiani è rappresentata da immobili.

E questi immobili, oggi, fanno i conti (fiscalmente parlando) con rendite catastali (si, rivalutate) del 1939.

Allora, se per ipotesi i valori catastali dovessero essere portati a valori commerciali, oltre ad avere un aggravio fiscale “in vita”, il cittadino italiano si troverebbe inevitabilmente a “traslare” sugli eredi un salasso fiscale post mortem.

Ma per rendervi conto veramente di che cosa stiamo parlando provate….fate una prova….è semplice (e drammatico): applicate sul valore commerciale attuale degli immobili un’aliquota del 20% e confrontatelo con un’aliquota del 4% sui valori catastali attuali….Visto?

Bene, ma quanto è probabile che ciò accada veramente? Non lo so, nessuno può prevedere il futuro, ma tutti possiamo analizzare il presente…

Al senato è stato presentato un disegno di legge di riforma del catasto, che riprende, pari pari, quello presentato e poi arenato nel 2014. Dicono, però, che per l’attuazione ci vorranno 5 anni (dicono…)….

Bene, oggi o tra 5 anni, gli Italiani sarebbero pronti?

No, non sono pronti….non sono pronti perché manca la corretta informazione…sento spesso parlare di educazione finanziaria (cosa che mi piace)….però io credo sarebbe più corretto (ed opportuno) parlare di educazione “patrimoniale”….anzi, di “cultura patrimoniale”….gli Italiani dovrebbero veramente diventare “padroni” della loro ricchezza, grande o piccola che sia, attraverso l’attuazione di una adeguata strategia patrimoniale globale, in un’ottica di protezione ed in un’ottica successoria….

Oggi è possibile trasferire a figli e nipoti immobili ed aziende (entro certi limiti) in esenzione fiscale…. sono pronti gli Italiani a farlo?

Purtroppo manca l’informazione, la “cultura patrimoniale”….

Ed allora chi deve informare l’Italiano?

Il consulente patrimoniale…un professionista che ha la capacità ed un’elevata preparazione diretta e specifica all’analisi del patrimonio globale del cliente, alla mappatura globale della sua famiglia, all’analisi dei rischi, al fine di elaborare una strategia patrimoniale globale…. in estrema sintesi il “Patrimonialista”.

M.

 

 

DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE VIA WEB: A QUANDO IL TESTAMENTO TELEMATICO?

La dichiarazione di successione diventa digitale e l’eredità (per lo meno la parte burocratica-fiscale) corre sul web.

L’Agenzia delle Entrate ha messo a punto un software finalizzato a gestire in via telematica tutti gli adempimenti “fiscali” gravanti sugli eredi.

Sino al 31 dicembre 2017 si potrà ancora, volendo, utilizzare il modulo cartaceo, che sarà affiancato dalla funzione tutta on-line, la quale diventerà l’unica via possibile dal 1 gennaio 2018.

Il pregio della nuova macchina è quello di riuscire a gestire tutto a distanza, via web.

Particolarmente interessante risulta, indubbiamente, la possibilità di gestire on-line anche tutte quelle incombenze conseguenti alla presenza d’immobili in successione.

Al momento della presentazione della dichiarazione di successione, infatti, occorre autoliquidarsi e provvedere al pagamento delle imposte ipocatastali sugli immobili.

Il nuovo cervellone ha il pregio di consentire il calcolo (in automatico) delle imposte in autoliquidazione (volendo con l’addebito in conto corrente) e d’inoltrare via web la richiesta di voltura catastale degli immobili dal de cuius agli eredi.

Occorre riconoscerlo, ottimo servizio….

…ma mi chiedo: nel 2017, quando oramai computer, smartphone e tablet sono parte integrante della nostra quotidianità, non sarebbe forse il momento di pensare anche al “testamento telematico”, ossia ad un atto da redigere on line e da inserire (senza oneri e costi) in un bel cervellone pubblico, modificabile e ritirabile in qualsiasi momento?

….pensiamoci, anche perché gli anziani futuri, ragazzini di oggi, san scrivere sulla tastiera di uno smartphone…. vagli a spiegare che il testamento olografo va fatto a penna su un foglio di carta…

 

M.

 

E SE ARRIVASSE DAVVERO LA STANGATA SULLE POLIZZE VITA?

Ho letto molto relativamente ad un’imminente aumento delle imposte di successione.

La notizia si accompagna spesso ad altra non meno allarmante: le care vecchie polizze vita,  rifugio patrimoniale e veicolo successorio, verranno scoperchiate?

Personalmente ritengo che il futuro delle polizze vita non potrà essere sovrapponibile a quello attuale.

Sicuramente tutti i prodotti ove è predominante l’elemento finanziario rispetto a quello previdenziale e assicurativo sono destinate ad essere riqualificate, appunto, come meri prodotti finanziari e, quindi, esclusi dai benefici in ambito successorio.

Detto questo, al di là dei casi in cui è evidente la sproporzione tra elemento finanziario rispetto a quello di copertura del rischio, è difficile pensare che le polizze saranno escluse tout court  dai benefici in ambito successorio.

Diversamente, l’unico ad uscirne doppiamente vincitore sarebbe lo Stato: da una parte con maggiori entrate in relazione all’inasprimento del regime fiscale successorio e, dall’altro, con i cari vecchi bot e btp che, una volta rimasti gli unici strumenti finanziari esenti dall’imposta di successione, ritornerebbero a sedurre i grandi e piccoli patrimoni degli Italiani.

Se da una parte, infatti, potrebbe non essere “seducente” far guadagnare uno “zerovirgola” con un BTP, dall’altra potrebbe essere indubbiamente “accattivante” far risparmiare un venti o quaranta per cento di patrimonio successorio….

…comunque, staremo a vedere.