LA DONAZIONE DEL NIPOTE AL NONNO

I nonni, bellissimi, patrimonio unico e insostituibile….

Accade che un nipote, per riconoscenza, per soddisfazione personale, con i frutti della propria attività lavorativa, decide di “regalare” ai nonni  una bellissima casa,proprio quella che, magari, avevano sempre sognato e nn hanno mai avuto la capacità economica per acquistarla.

Giustamente, il nipote, vorrebbe comprendere gli aspetti “tecnici” di questo “regalo”.

Beh, anzitutto il regalo è una donazione, da farsi con atto pubblico.

Detto questo, l’operazione va analizzata anche dal punto di vista fiscale.

Come noto, la disciplina sull’imposta di successione e donazione prevede una franchigia pari ad € 1 mil per i trasferimenti in favore di parenti in linea retta.

I nonni sn parenti in linea retta? Direi di si, sn degli ascendenti.

Quindi niente imposta di donazione sino ad un valore (catastale) di € 1 mil.

E se il nonno fosse portatore di handicap grave la franchigia lieviterebbe ad € 1,5 mil.

Ma sull’immobile, è chiaro, gravano anche le imposte ipo-catastali (tot. 3%). Se per il nonno è prima casa sconta l’imposta fissa.

Però, attenzione, io nn entro sugli aspetti “affettivi” ed “emotivi” della scelta…

  • se il nonno poi viene a mancare, a chi va la casa?
  • quali imposte ancora dovrebbero essere pagate sul trasferimento?

Allora, io suggerirei un qualche cosa di diverso….

Per evitare che poi la casa cada in successione magari ad eredi nn graditi (zii) e, in ogni caso, una doppia imposizione (paga il nonno e poi pagano ancora i suoi eredi), io potrei suggerire un qualche cosa di diverso….

Donazione della nuda proprietà ai tuoi figli, e usufrutto al nonno. Il nonnino se la gode da protagonista assoluto fino a che è in vita, poi arriverà ai tuoi figli, che diverranno pieni proprietari senza pagare imposte.

Un abbraccio a tutti i nonni.

M.

 

DONAZIONE INDIRETTA ED IMPOSTA DI DONAZIONE (UN CASO PRATICO)

La Corte di Cassazione civile (sez. tributaria, sent. 13133/16) si pronuncia sulla spinosa questione delle donazioni indirette e sul relativo regime fiscale.

Nello specifico, la Suprema Corte si è pronunciata relativamente ad una donazione indiretta finalizzata all’acquisto di un immobile.

Nella pronuncia in esame viene ribadito che sono esenti dall’imposta le donazioni di danaro che sono collegate all’acquisto a titolo oneroso di un bene immobile, qualora per quest’ultimo sia previsto il pagamento di un’altra imposta (di registro o IVA).

Per usufruire di tale esenzione è però necessario:

  • che  il collegamento tra l’atto di liberalità (trasferimento della somma di danaro) ed acquisto immobiliare, risulti espressamente dichiarato nell’atto notarile;
  • che i donanti (del danaro) partecipino all’all’atto.
Purtroppo (per loro), nel caso oggetto di pronuncia, gli acquirenti dell’immobile non avevano rispettato le due condizioni.
La dichiarazione fatta al momento dell’accertamento fiscale che la somma di danaro ricevuta era destinata all’acquisto dell’immobile non è sufficiente: è una donazione di danaro (non dichiarata) e, pertanto, va tassata come donazione.
Benissimo, dicono allora i protagonisti della vicenda: a quale tassazione va soggetta (oggi)? Se a quella attuale sarà pari a zero, in quanto oggi sussistono le franchigie di 1 milione e, essendo due i donatari, godrebbero di una franchigia totale pari a 2 milioni di €.
No, troppo bello dice l’amministrazione finanziaria: vanno applicate le regole vigenti al momento della donazione non dichiarata. Nel 2001 la franchigia era pari a Lire 350 milioni, ed essendo allora la donazione del danaro pari a Lire 2,5 miliardi rimangono oggi scoperte Lire 2,150 miliardi, pari agli attuali € 1.110.382,00 da assoggettare a tassazione (!!).
M.