CONVIVENTI: INVESTIMENTI E PATRIMONIO, LE CRITICITA’

Ne scrivevo su questo blog poco più di un anno fa, esattamente il 13 maggio del 2018…

Il titolo era “IL TRUST DAVIDE ASTORI”

Ne ho scritto poi sul mio libro (IL PATRIMONIALISTA, un viaggio nel mondo della patrimonialità)….

Davide Astori… un uomo, un padre, un compagno…

Improvvisamente succede quello che nn può e nn dovrebbe succedere ad un giovane, nel pieno delle proprie forze e della propria vita, tanto più se si tratta di uno sportivo a livello professionistico…

Improvvisamente però succede, e ti accorgi quanto la vita sia imprevedibile…

La morte improvvisa, nel sonno, di Davide Astori fa immediatamente il giro del mondo, scuote il cuore e le anime degli Italiani, improvvisamente unisce tutti….

Scuote anche me… scuote anche me perché la vivo come padre di due figli, marito di una giovane donna, figlio di splendidi genitori…

Ma per quello che faccio professionalmente, per quello che studio, per quello che elaboro, io mi ci trovo a vederla, pensarla ed analizzarla e trasmetterla anche dal punto di vista familiare-patrimoniale….

Se qualcuno ha letto il mio post della scorsa settimana, mi soffermavo proprio sui diversi modelli famigliari, sulla necessità di viverli e conoscerli effettivamente, sulla essenzialità di percepirne le specifiche caratteristiche patrimoniali…

Ieri, stanco, in treno, dopo un lungo viaggio di lavoro, leggo sullo smartphone l’intervista rilasciata da Francesca Fioretti, la compagna di Davide Astori, ad un anno dalla scomparsa, ad alcuni giornali e riviste…

Tra le parole di Francesca, allo stesso tempo di amore e dolore, rilevo una frase che quasi mi coinvolge direttamente, per le tematiche di cui mi occupo:

Io trattata come vedova di serie B, mi hanno bloccato le carte di credito

Siamo in un paese in cui le coppie di fatto sono abusive”

 

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Davide e Francesca sono due conviventi, come milioni di conviventi là fuori… sono genitori di una splendida bambina, sono i protagonisti di una bellissima famiglia….

La bellissima famiglia di Davide e Francesca è la bellissima famiglia di milioni di ragazzi la fuori…

Magari sei tu stesso un convivente, o lo sono i tuoi figli o i tuoi nipoti, o magari lo sono proprio quei clienti che ti hanno affidato il loro patrimonio finanziario da gestire….

Me ne rendo conto, nn è facile parlarne, nn è piacevole pensarne, ma occorre guardare anche agli aspetti più scomodi, magari più brutti, legati alla nostra vita famigliare…. proprio quelli che nn dovrebbero succedere mai…

Ma bisogna farlo, occorre vivere la propria sfera patrimoniale sotto ogni aspetto, nn tanto per noi, ma per chi c’è e ci sarà dopo di noi, magari proprio quelle persone a cui teniamo di più…

Quella dei conviventi è una famiglia a tutti gli effetti, oramai riconosciuta ufficialmente dalla legge (L. 76/2016 , la “Cirinnà“) e tutelata dal punto di vista Costituzionale.

Ma nonostante tutto, nonostante le innovazioni legislative e giurisprudenziali, occorre sapere ed essere consapevoli che la famiglia di “conviventi”, che famiglia è, nn è, e nn può essere parificata, dal punto di vista tecnico-patrimoniale, alla famiglia “classica” basata su matrimonio…

Ripeto, occorre saperlo ed esserne consapevoli…

Ne cambiano i diritti ed obblighi reciproci all’interno del rapporto di coppia, cambia completamente lo scenario patrimoniale-successorio, cambiano completamente gli aspetti fiscali, le previsioni previdenziali….

Purtroppo, spesso, le criticità, le problematiche, i vincoli, i limiti, si rischia di conoscerli solo quando è troppo tardi…

La legge “Cirinnà” ha dato la possibilità di dare ufficialità al rapporto di convivenza attraverso la registrazione all’anagrafe….

Ufficialità, ad esempio,  significa che il partner registrato può farti visita in ospedale e scegliere per le tue cure, mentre se nn registrato il limite della privacy lo rende un “estraneo”….

….la nuova disciplina, però, nn cambia di una virgola la posizione successoria dei conviventi…

Il convivente, in mancanza di una specifica disposizione in suo favore, nn eredita: nn è coniuge, nn è parente, è un estraneo….

Attenzione, però, esiste il testamento, esiste il trust, esistono le polizze, esistono gli atti di destinazione….

Si scrive “pianificazione patrimoniale”…..e si traduce in “progetti di vita patrimoniale”

Io nn voglio mai più sentire parlare di partner di serie A e di serie B e, tantomeno, di vedove o vedovi di serie A e serie B…..

M

 

MASSIMO PERINI

– Avvocato Patrimonialista –

 

 

 

 

UNIONE CIVILE E PATRIMONIO

Siamo A Pordenone…

2013- Due donne convivono stabilmente more uxorio….

2016- Arriva la nuova legge “Cirinnà“…

La nuova legge infrange il tabù, ed anche i partners dello stesso sesso possono sancire la loro unione con un'”unione civile”….

Vede la luce una sorta di matrimonio tra persone dello stesso sesso che, fino a quel momento, vedevano sbarrata la strada del matrimonio in Italia rispetto a quanto già accadeva in molti stati europei.

Ecco allora che con l’unione civile viene riconosciuto un diritto a persone che, sino a quel momento, erano costrette a vivere il loro rapporto da semplici “conviventi”, nn vantavano reciproci diritti successori, nn godevano del diritto alla pensione di reversibilità, della franchigia in successione del milione di €uro e dell’aliquota del 4%……

Ecco allora che le due donne accedono al nuovo istituto giuridico e si “uniscono civilmente”….

Attenzione, però: il rapporto di coppia, notoriamente e statisticamente, può entrare in crisi. La crisi porta con sé problematiche e tensioni interpersonali ed i suoi effetti patrimoniali.

Passa il tempo ed anche il loro rapporto entra in crisi….

Ottimo… se il rapporto tra marito e moglie “eterosessuali” entra in crisi cosa succede?

…..separazione e divorzio, lo sappiamo un po’ tutti come funziona….

Ma se è quello della coppia dello stesso sesso unita civilmente ad entrare in crisi,  come funziona?

Separazione e divorzio anche loro?

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No.

Ogni diverso modello famigliare ha le sue regole, che ne governano tanto gli aspetti relazionali-patrimoniali nella fase fisiologica del rapporto, tanto in quella eventuale patologica.

La crisi nella nostra coppia unita civilmente, “figlia della Cirinnà“, apre lo scenario inedito del “divorzio diretto” tra persone unite civilmente.

Esatto, avete capito bene.

La legge Cirinnà ha previsto, per le coppie unite civilmente, l’accesso diretto al divorzio senza passare per il “flltro” della separazione.

Nel caso di specie, quindi, divorzio diretto e assegno a favore della “parte più debole” della coppia.

Sentenza storica quella di Pordenone, in linea con le regole patrimoniali di quel modello di famiglia.

Bene, tu che mi stai leggendo, conosci le regole patrimoniali che governano il tuo modello di famiglia?

… sei un single, o un semplice convivente, o un convivente registrato, o uno sposato, o uno sposato-separato, o uno sposato e separato con o senza addebito, o un divorziato, o un unito civilmente, o unito civilmente-divorziato (per comodità ho scritto al maschile ma vale uguale per i maschietti e per le femmine)…..

Ognuno di questi diversi modelli ha una propria disciplina, che va ad influire su tutti gli aspetti patrimoniali del rapporto, tanto nella fase fisiologica del rapporto, quanto in quella patologica: casa, investimenti finanziari, conto corrente, azienda, eredità, pensione, mantenimento….

Io credo, e credo di nn sbagliare di molto, che nn conoscere gli aspetti tecnici del proprio modello di famiglia significhi nn conoscere gli aspetti tecnici della propria patrimonialità ….

E sai quando poi si rischia di conoscerli per bene? Magari propio improvvisamente nell’ eventualità di una fase patologica del rapporto….

(Grazie all’amico Pasquale Terlizzi per la pronta segnalazione)

M

       

        MASSIMO PERINI  

  – Avvocato Patrimonialista –

 

INVESTIMENTI, EREDITA’ E AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO

Il mio amico sta gestendo il patrimonio finanziario di un suo cliente, al quale è stato nominato un amministratore di sostegno….

Il mio amico prende le Aulin, perché ogni volta che c’è da fare un investimento deve andare dal Giudice Tutelare e gli viene il mal di testa….

Solo titoli di Stato!” gli dice il giudice….

…ma nn rende…. ma addirittura può essere più pericoloso di altro…. ma… ma… ma...”

…ma niente…. e vai di Aulin…

Ora c’è un problema….

Il cliente del mio amico dovrebbe ricevere il saldo del conto corrente della madre defunta….

E allora, giustamente mi chiede: “può il mio cliente accettare quest’eredità se ha l’amministratore di sostegno?

Allora, ti spiego…

Devo prendere un’altra Aulin?” mi dice lui…

Ma no, tranquillo, è semplice… procediamo per gradi….

Tu sai che l’eredità può essere accettata o rifiutata….

Accetti diventi erede, rifiuti nn diventi erede….

Se diventi erede lo diventi in tutto e per tutto… il tuo patrimonio si fonde con quello del de cuius, e potrebbe anche accadere che poi ti ritrovi a pagare i debiti ereditari col tuo….

Ci sei? E’ facile dai…

Come ben sai,  però, c’è l’alternativa…

Sempre nel termine entro il quale puoi accettare o nn accettare, puoi accettare col benefico d’inventario…

Vedi, in questo caso limiti il rischio: male che vada, se proprio proprio ti va male, paghi nei limiti di quanto hai ricevuto e nn paghi mai col tuo…

E’ importante sapere però, che in determinati casi, a prescindere, l’accettazione col beneficio d’inventario è l’unica possibilità…

Il minore d’età deve accettare col beneficio di inventario….

La ONLUS deve accettare col beneficio di inventario…

L’interdetto deve accettare con beneficio d’inventario….

Eccoci…. il mio cliente che ha l’amministrazione di sostegno, deve accettare con beneficio d’inventario come l’interdetto? O potrebbe accettare anche in modo puro e semplice?

 

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Calmo, tranquillo, ci arriviamo…..

Diversamente dal minore e dall’interdetto,  il beneficiario dell’amministrazione nn è tenuto sempre e comunque ad accettare con il beneficio d’inventario. Infatti, la legge nn lo prevede espressamente.

Anzitutto, prova a pensare, potrebbe esservi una infermità meramente “fisica” alla base dell’amministrazione di sostegno, che di per sé nn va ad influire sulla capacità psichica e, quindi, sulla possibilità e sulla modalità d’accettare….

Quindi?

Quindi, in ogni caso, qualora la preclusione totale ad accettare eredità non risulti dal provvedimento di nomina dell’amministratore di sostegno, il beneficiario dell’amministrazione può accettare l’eredità, come chiunque, sia con il beneficio di inventario e sia puramente e semplicemente.

Per il tuo cliente, quindi, siccome è atto di straordinaria amministrazione e serve il necessario intervento dell’amministratore di sostegno, è sufficiente l’autorizzazione del Giudice Tutelare, e poi l’ accettazione potrà essere pure tacita…

Quindi passiamo dal giudice tutelare…. bene, riprendo l’Aulin…

(Vedi Giudice tutelare presso il tribunale di Vercelli, decreto del 3 marzo 2017)

 

       MASSIMO PERINI

– Avvocato Patrimonialista –