TESTAMENTO: E’ IMPUGNABILE? DA CHI?

Testamento: atto di ultima volontà col quale taluno dispone del proprio patrimonio per il tempo in cui avrà cessato di vivere…

Ottimo….io oggi “decido io” per il mio patrimonio per quando non ci sarò più…bellissimo….

Piccolo inconveniente però…non so se ci avete mai riflettuto: proprio nel momento in cui quella volontà produrrà il suo effetto, il suo protagonista assoluto non ci sarà più….e per qualsiasi inconveniente relativo al testamento stesso, risulterà impossibile interpellare il relativo autore…

Ci saranno i giudici, i figli, i parenti, i cugini, l’amante….ognuno potrà dire la sua, ma non l’ autore dello scritto…

Sarà allora il giudice ad aver l’onere d’interpretarlo nell’ipotesi di clausole ambigue…cercando di ricostruire alla meno peggio l’effettiva volontà del testatore…

Ma attenzione: se il testamento dovesse essere falso?

Non potendo chiederlo al testatore, occorrerà far valere avanti ad un giudice la relativa invalidità…

Se si tratta di scritto asseritamente falso, occorrerà procedere ad una perizia calligrafica….

Più difficile l’ipotesi in cui lo scritto provenga sì dallo stesso testatore (o addirittura da notaio), ma vi sia il fondato sospetto che sia il frutto della captazione della sua volontà: come dimostrare, ad esempio, che l’anziano ha lasciato tutto con testamento a quella persona perché lo minacciava che lo avrebbe lasciato morire solo e malato?…è difficile…ma ci son stati casi in cui la giurisprudenza, con testimoni, ed attraverso la valutazione di fatti e comportamenti, ha riconosciuto la mancanza di corrispondenza tra lo scritto testamentario e la volontà del testatore stesso…

Ma chi può far valere l’invalidità di un testamento avanti ad un giudice?

E qui, vi dico la verità, mi trovo un po’ in difficoltà…

La giurisprudenza, stabilisce che l’azione per l’annullamento o la nullità del testamento può essere fatta valere solo da chi vi ha interesse….

Chi vi ha interesse?

Beh, chiaro, tutti quelli che se quel testamento non ci fosse erediterebbero….e quindi, al contrario, l’azione sarebbe preclusa per tutti coloro che non diverrebbero eredi anche se quel testamento non esistesse….

Bene, però proviamo ad andare oltre: facciamo finta che io venendo a mancare lasciassi come parenti unicamente mio fratello e mio cugino.

Perfetto: lascio con testamento tutto il mio patrimonio a mio fratello. Mio cugino è legittimato a far valere l’invalidità del testamento? No, stando alla posizione della Cassazione, perché anche senza testamento erediterebbe solo mio fratello (per successione legittima, non mio cugino).

Però, attenzione: e se il testamento risultasse falsificato proprio da mio fratello? Quest’ultimo potrebbe essere dichiarato indegno a succedere, ed ecco allora che il mio cugino diventerebbe, per successione legittima, lui erede…e quindi, è legittimato ad agire?

Secondo me si….per la giurisprudenza….sinceramente non saprei….

M.

 

 

EREDITA’ E CONDOMINIO

Il condominio è quella particolare forma di “comproprietà” che viene a crearsi in tutti quei casi in cui accanto alla proprietà esclusiva di un bene immobile (appartamento), vi è la comproprietà di alcune parti comuni (scale, tetto, muri, cortili, ecc.).

Questo è ordinariamente e tradizionalmente già più che sufficiente per litigare….

….ma provate a pensare quando il condominio, disgraziatamente, viene a crearsi tra eredi….

….se eredità spesso si traduce in “liti”, provate ad immaginare “eredità+condominio”….guerriglia urbana

Siccome il condominio viene a crearsi in automatico (sulle parti comuni) quando l’unico proprietario di un immobile ne cede una parte ad altri, è chiaro che tale situazione (giuridica) può crearsi oltre che tra vivi (il proprietario dell’intera palazzina che vende un appartamento), anche mortis causa….

….il de cuius lascia la sua palazzina agli eredi, destinando a ciascuno la proprietà esclusiva di un appartamento…..si crea un condominio, con comproprietà delle parti comuni.

E la Corte di Cassazione (sez. VI Civile, ord. 9227/17), guarda caso, si trova di fronte alla lite tra 3 fratelli-coeredi-condomini….

Sapete cos’è il lastrico solare? La parte dell’edificio posta sopra l’ultimo piano, che fa da copertura dell’edificio…..(diciamo il terrazzo, per capirci….).

Due fratelli-coeredi-condomini ritengono di essere comproprietari del lastrico solare, in quanto tutte le parti destinate all’uso comune divengono condominiali al momento della nascita del condominio stesso (nel caso specifico alla morte del de cuius)….la sorella-coerede-condomina invece dice no…col testamento il de cuius lo aveva lasciato a me….

La corte, nella “polveriera” eredi-condominio, dice che ha ragione lei…nello specifico prevale la volontà testamentaria….

M.

IMPOSTE DI SUCCESSIONE E RIFORMA DEL CATASTO

Il governo deve trovare soldi….e con la legge di bilancio qualcosina deve inventarsi…

Questo, in estrema sintesi, quanto si legge negli ultimi giorni…

Si tratterebbe di tagliare circa 3/4 miliardi di €uro di extradeficit per far bella figura (o, meglio, meno brutta figura) in Europa…

E allora le voci son sempre quelle: vuoi vedere che andranno a pescare un po’ sulle successioni?

D’altro canto, in confronto con i vari cugini europei, spazio di manovra ce ne sarebbe…basta tagliare quella bella franchigia da 1 milione e portarla a 500 (o 200), e quella scarna aliquota del 4% alzarla ad un 20…. ed il gioco è fatto.

Ma gli Italiani, sarebbero pronti ad una simile realtà? Ve lo dico io, no…non sono pronti, perché tra i vari problemi che gli Italiani affrontano nel corso della propria esistenza patrimoniale, tradizionalmente, quello successorio non compare.

Il problema però è ben più ampio (e grave) di quanto già potrebbe apparire. Perché? Perché gran parte della ricchezza degli Italiani è rappresentata da immobili.

E questi immobili, oggi, fanno i conti (fiscalmente parlando) con rendite catastali (si, rivalutate) del 1939.

Allora, se per ipotesi i valori catastali dovessero essere portati a valori commerciali, oltre ad avere un aggravio fiscale “in vita”, il cittadino italiano si troverebbe inevitabilmente a “traslare” sugli eredi un salasso fiscale post mortem.

Ma per rendervi conto veramente di che cosa stiamo parlando provate….fate una prova….è semplice (e drammatico): applicate sul valore commerciale attuale degli immobili un’aliquota del 20% e confrontatelo con un’aliquota del 4% sui valori catastali attuali….Visto?

Bene, ma quanto è probabile che ciò accada veramente? Non lo so, nessuno può prevedere il futuro, ma tutti possiamo analizzare il presente…

Al senato è stato presentato un disegno di legge di riforma del catasto, che riprende, pari pari, quello presentato e poi arenato nel 2014. Dicono, però, che per l’attuazione ci vorranno 5 anni (dicono…)….

Bene, oggi o tra 5 anni, gli Italiani sarebbero pronti?

No, non sono pronti….non sono pronti perché manca la corretta informazione…sento spesso parlare di educazione finanziaria (cosa che mi piace)….però io credo sarebbe più corretto (ed opportuno) parlare di educazione “patrimoniale”….anzi, di “cultura patrimoniale”….gli Italiani dovrebbero veramente diventare “padroni” della loro ricchezza, grande o piccola che sia, attraverso l’attuazione di una adeguata strategia patrimoniale globale, in un’ottica di protezione ed in un’ottica successoria….

Oggi è possibile trasferire a figli e nipoti immobili ed aziende (entro certi limiti) in esenzione fiscale…. sono pronti gli Italiani a farlo?

Purtroppo manca l’informazione, la “cultura patrimoniale”….

Ed allora chi deve informare l’Italiano?

Il consulente patrimoniale…un professionista che ha la capacità ed un’elevata preparazione diretta e specifica all’analisi del patrimonio globale del cliente, alla mappatura globale della sua famiglia, all’analisi dei rischi, al fine di elaborare una strategia patrimoniale globale…. in estrema sintesi il “Patrimonialista”.

M.

 

 

EREDITA’ E AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO

Parliamo un po’ di Amministrazione di Sostegno. E’ necessario farlo, perché l’allungamento medio della vita dell’uomo, inevitabilmente, comporta anche la necessità, sempre più frequente, di dover far fronte a patologie, più o meno gravi, che con l’invecchiamento della persona sono ricollegate….e un buon patrimonialista, nell’interesse del proprio cliente e dei suoi familiari, ne deve sempre tener  conto….

Allora, il sig. Rossi (nome di fantasia) è beneficiario di una Amministrazione di Sostegno.

Domanda: può accettare un’eredità? Può fare testamento? Può ricevere per testamento?

Bene…procediamo per gradi.

Tutto nasce da una legge, la n. 6 del 2004, che ha introdotto in Italia (senza alcun accorgimento per essere coordinata con la disciplina successoria vigente) l’istituto dell’Amministrazione di Sostegno (di seguito AdS).

La nuova legge ha rivoluzionato i meccanismi giuridici di protezione degli incapaci rispetto a quanto già previsto dal codice civile del 1942.

Infatti, con l’AdS, diversamente rispetto alla interdizione ed alla inabilitazione, la regola è la capacità d’agire, mentre l’incapacità d’agire diventa l’eccezione. L’istituto, infatti, ha quale obiettivo primario quello di tutelare il più possibile la persona bisognosa di tutela, allo stesso tempo, però, sacrificando il meno possibile la sua capacità d’agire (cioè la capacità di compiere validi atti giuridici, che si acquisisce al compimento del 18ttesimo anno d’età).

In tal senso, l’art. 409 c.c. prevede che “il beneficiario conserva la capacità di agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o l’assistenza necessaria dell’Amministratore di Sostegno. Il beneficiario dell’Amministrazione di Sostegno può in ogni caso compiere gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana”.

Detto questo, però, il Giudice Tutelare, al momento della nomina dell’Amministratore di Sostegno, può disporre che alcune delle limitazioni previste per gli interdetti e gli inabilitati, siano estese al beneficiario dell’AdS.

Quindi, la misura può essere più o meno “invasiva” in relazione a quelle che sono le determinazioni del Giudice Tutelare: tutte le attività non specificatamente ricomprese tra quelle di competenza dell’Amministratore di Sostegno, rientrano nella libera disponibilità del tutelato.

Attenzione, però, qualcuno potrebbe considerare il meccanismo, così congegnato, “pericoloso”, cioè rischioso di lasciare “scoperti” alcuni negozi giuridici….in realtà il soggetto bisognoso di tutela rimane sempre soggetto alle regole codicistiche in materia di capacità (in primis art. 428 c.c , rubricato “Atti compiuti da persona incapace d’intendere e di volere”).

Ciò premesso, passando alle problematiche ereditarie, può il sig. Rossi di turno, beneficiario di AdS, accettare l’eredità?

Dipende, è chiaro, occorre vedere cosa è stato stabilito nel provvedimento di nomina dell’Amministratore….se nulla è stato detto sul punto, l’amministrato può validamente accettare o rifiutare autonomamente…se invece fosse previsto l’intervento dell’Amministratore, questi lo rappresenterà o assisterà (a seconda di quanto stabilito dal Giudice Tutelare) previa autorizzazione giudiziale.

Un punto oscuro? Eccolo….la norma nulla dice se l’Amministratore di Sostegno debba accettare in maniera pure e semplice o col beneficio d’inventario (che è la regola per le persone incapaci e minori)….nel dubbio, per sicurezza e per evitare qualsiasi forma di responsabilità, io Amministratore di Sostegno, per non saper né leggere e né scrivere, accetterei sempre con l’inventario.

La nuova legge, però, nulla dice in tema di capacità di testare….e si ritorna sempre al decreto di nomina….se nulla è precluso sul punto, l’amministrato è capace di testare…prudenza vuole, in tali casi, che il consulente patrimoniale lo accompagni dal notaio (o accompagni il notaio dall’amministrato) per redigere testamento pubblico, onde evitare che il semplice testamento olografo possa essere oggetto d’impugnazione per “incapacità naturale” (cosa remota se il testatore è un poveraccio, ma direi matematica quando ci sono soldi in ballo).

Quanto alla capacità del sig. Rossi di essere nominato erede testamentario, il testatore di turno dovrà sapere che il Rossi accetterà autonomamente se nulla è previsto dal Giudice, diversamente interverrà l’Amministratore di Sostegno previa autorizzazione del Giudice Tutelare….

Quindi, sig. Rossi di turno, Lei può fare tutto quello che non Le è precluso nel decreto giudiziale di nomina dell’Amministratore di Sostegno….

Attenzione, però, se sei l’Amministratore di Sostegno di turno del sig. Rossi di turno e, guarda caso, il sig. Rossi è anche patrimonializzato, e tu Amministratore non sei il suo coniuge, il suo convivente o parente entro il quarto grado….non puoi essere nominato suo erede testamentario….

M.

 

 

 

LA (AMARA) EREDITA’ DI GUCCI ALLE FIGLIE

Il titolo di un quotidiano della settimana in corso: “Lady Gucci esce  di cella e il giudice le assegna i milioni del marito ucciso”.

La vicenda ha per protagoniste Patrizia Reggiani, ex moglie di Maurizio Gucci e le figlie Allegra ed Alessandra.

Come noto, la Reggiani è stata condannata come mandante dell’omicidio del marito, freddato a colpi di pistola a Milano, nel 1995.

La Reggiani, scontata la pena, ora batte cassa e presenta il conto alle eredi Gucci.

Maurizio Gucci, infatti, contrattualmente, due anni prima di morire, si era assunto l’obbligo di corrispondere alla moglie, “vita natural durante”, 1.100.000 di Franchi svizzeri all’anno.

E’ evidente che, morto lui, l’impegno è stato ereditato dalle sue figlie.

La Reggiani ora chiede gli arretrati, maggiorati degli interessi e della rivalutazione monetaria, nonchè la corresponsione per il futuro.

Allegra ed Alessandra, comprensibilmente, si rivolgono al giudice: è possibile che chi ha ucciso il loro padre continui a vantare nei suoi confronti (e, quindi, delle sue eredi) il relativo credito?

Per i giudici della Corte d’Appello di Milano non c’è dubbio: Gucci aveva un debito, ora è morto, il relativo debito passa in capo ai suoi eredi.

Il comportamento, penalmente sanzionato di Patrizia reggiani, non ha però avuto rilievo sugli accordi raggiunti con Maurizio Gucci ed è irrilevante.  Ogni altra valutazione è attinente all’ambito morale e non strettamente giuridico e quindi non influenza l’interpretazione dell’accordo” scrivono i giudici.

La vicenda, evidentemente, lascia la bocca amara non tanto (o, meglio, non solo) per il passaggio di un debito da genitori a figli, ma per l’assurda situazione in cui due figlie si trovano a dover pagare (milioni) all’assassino del loro padre.

Il tutto merita una riflessione tecnico-giuridica: è pacifico che le posizioni debitorie dei genitori passano ai figli (se non rinunciano all’eredità), ma purtroppo, non essendo possibile per i genitori prevedere il momento della propria morte, spesso le posizioni debitorie si trasferiscono inconsciamente.

Un esempio? Mutui, finanziamenti, posizioni fiscali aperte, obblighi assunti con contratti preliminari, fideiussioni…..tutte posizioni che il de cuius avrebbe sicuramente chiuso di lì a poco….se avesse vissuto ancora il tempo necessario….ma purtroppo c’è stato l’incidente stradale, la malattia improvvisa….

Solo il costante e periodico monitoraggio della propria posizione patrimoniale globale può consentire di evitare “pericoli” ai propri figli ed al proprio coniuge….gli strumenti ci sono: trust, atti di destinazione, separazione dei beni, veicoli societari, donazioni, ecc….purtroppo sono le (adeguate e prudenti) strategie patrimoniali che mancano….o, meglio, ciò che manca è lo sviluppo di una corretta e diffusa “cultura patrimoniale”….

E’ il compito del patrimonialista e….ci stiamo arrivando, piano piano ci arriviamo.

M.

DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE VIA WEB: A QUANDO IL TESTAMENTO TELEMATICO?

La dichiarazione di successione diventa digitale e l’eredità (per lo meno la parte burocratica-fiscale) corre sul web.

L’Agenzia delle Entrate ha messo a punto un software finalizzato a gestire in via telematica tutti gli adempimenti “fiscali” gravanti sugli eredi.

Sino al 31 dicembre 2017 si potrà ancora, volendo, utilizzare il modulo cartaceo, che sarà affiancato dalla funzione tutta on-line, la quale diventerà l’unica via possibile dal 1 gennaio 2018.

Il pregio della nuova macchina è quello di riuscire a gestire tutto a distanza, via web.

Particolarmente interessante risulta, indubbiamente, la possibilità di gestire on-line anche tutte quelle incombenze conseguenti alla presenza d’immobili in successione.

Al momento della presentazione della dichiarazione di successione, infatti, occorre autoliquidarsi e provvedere al pagamento delle imposte ipocatastali sugli immobili.

Il nuovo cervellone ha il pregio di consentire il calcolo (in automatico) delle imposte in autoliquidazione (volendo con l’addebito in conto corrente) e d’inoltrare via web la richiesta di voltura catastale degli immobili dal de cuius agli eredi.

Occorre riconoscerlo, ottimo servizio….

…ma mi chiedo: nel 2017, quando oramai computer, smartphone e tablet sono parte integrante della nostra quotidianità, non sarebbe forse il momento di pensare anche al “testamento telematico”, ossia ad un atto da redigere on line e da inserire (senza oneri e costi) in un bel cervellone pubblico, modificabile e ritirabile in qualsiasi momento?

….pensiamoci, anche perché gli anziani futuri, ragazzini di oggi, san scrivere sulla tastiera di uno smartphone…. vagli a spiegare che il testamento olografo va fatto a penna su un foglio di carta…

 

M.

 

I LEGITTIMARI, L’AZIONE DI RIDUZIONE E LA SURROGATORIA

Come ben sapete il nostro ordinamento giuridico riconosce a determinati soggetti, i legittimari, una quota minima dell’asse ereditario, a prescindere dalla volontà del de cuius. Ciò spetta al coniuge, ai figli ed agli ascendenti qualora i figli non ci siano.

Provate però a pensare all’ipotesi del de cuius che abbia due figli, uno dei quali fortemente indebitato. E’ umanamente comprensibile che i tre si accordino affinché il patrimonio paterno sia destinato per intero al figlio non indebitato, tanto poi tra fratelli un sistema si trova.

Il creditore del fratello indebitato, secondo voi, se ne sta a guardare?

E’ evidente che c’è un legittimario spudoratamente leso nella propria quota di legittima che se ne sta tranquillo e beato per non risultare patrimonializzato e, quindi, per fregare il proprio creditore.

Quest’ultimo ha a disposizione un’apposita azione: si chiama azione surrogatoria (art. 2900 c.c.).

Questa gli consente di andare da un giudice x dirgli: giudice, questo avrebbe diritto a ricevere una bellissima eredità dal padre, che invece è andata per intero al suo fratellino….guarda caso non fa niente per avere quello che gli spetta per legge e…guarda caso…se avesse ciò che gli spetta per legge potrebbe pagare per intero me….cosa dici giudice…l’azione di riduzione che non fa lui la faccio io…in surrogatoria….?

Il creditore, quindi, agirà in riduzione contro il fratellino per quanto spetta in eredità al fratello furbo.

Attenzione…il tutto si prescrive in 10 anni dall’apertura della successione…quindi, creditori, sbrigatevi…siate furbi…

M.

 

SPUNTA UNA FIGLIA “AMERICANA”: IL DNA RIAPRE LA SUCCESSIONE MILIONARIA

Per fortuna (o per sfortuna… dipende da che parte la si vede) oggi le tecniche medico scientifiche possono far spuntare figli sconosciuti…d’altro canto il DNA è il DNA, mica puoi barare…

Ed ecco che a distanza di poco più di un anno dalla morte di un noto avvocato romano, spunta la figlia americana che non t’aspetti.

Il problema è che l’eredità milionaria è già stata distribuita tra gli eredi testamentari e, l’avvento della donna, avvocatessa americana 58enne, può riaprire i giochi: se il tribunale romano le riconoscerà lo status di figlia naturale del de cuius (che la prova del DNA confermerebbe al 95%), in qualità di legittimaria, le spetterà, a spanne, la modica cifra di 14 milioni di €.

Allora, la procedura è questa:

  1. trovate un buon laboratorio d’analisi, sottoponetevi al test del DNA;
  2. appurato che questo si avvicina molto a quello del de cuius milionario, andate da un buon avvocato;
  3. l’avvocato procederà con l’instaurare un giudizio per il riconoscimento della filiazione naturale;
  4. ottenuto il riconoscimento di fliglio/a naturale agite in giudizio per il riconoscimento della qualità di erede legittimario.

Una cosa è certa: la vicenda ci conferma che sottoporsi a qualche controllo medico scientifico periodico è sempre consigliabile e conveniente… non solo per la salute :).

M.

 

SIAMO TUTTI UN PO’…CAPROTTI

La morte di Bernardo Caprotti, pàtron di Esselunga, modello d’imprenditoria tutta italiana, ha acceso i riflettori su tematiche altrimenti (normalmente) estranee alla quotidianità degli Italiani…

…infatti, articoli di giornali, web e TV offrono lo spunto per conversazioni in ufficio, al bar, in pizzeria…e per qualche giorno, senza accorgersene, gli Italiani diventano tutti un po’ più “patrimonialisti”…ed ecco che la materia solitamente “tabù” diventa di uso comune…il testamento, la legittima, la disponibile, le quote societarie, la seconda moglie, gli altri figli, ecc…entrano, per qualche giorno, nel quotidiano degli Italiani.

Era successo anche non tantissimo tempo fa, ricordate? Si, in seguito alla morte del grande Lucio Dalla…l’evento e le circostanze familiari dell’artista fecero parlare un po’ tutti di testamenti, conviventi, polizze… 

Come allora, anche oggi, tra qualche giorno non se ne parlerà più e la materia verrà scalzata dai soliti discorsi da ufficio o da bar (che spesso, tra l’altro, sono gli stessi :)).

Ma se ci riflettiamo bene, con le dovute proporzioni, quanti Caprotti ci sono in Italia? Quanti imprenditori a capo di un’azienda, più o meno grande, magari con una ex moglie ed una nuova compagna e figli di primo e secondo letto?

Tanti, credo tantissimi…ma quanti di questi hanno programmato il corretto passaggio generazionale dell’azienda ed hanno pianificato il trasferimento della propria ricchezza personale?

Pochi, credo pochissimi….

Si parla di testamenti, passaggio generazionale, quote societarie, mogli ed ex mogli giusto perché trainati dal bombardamento mediatico del momento…ma poi finisce là… ed i milioni di “caprotti italiani” lasceranno aziende ad eserciti di eredi sistematicamente incompatibili ed in conflitto tra loro…e le aziende chiuderanno….lasceranno il proprio patrimonio personale indiviso tra figlie e figli (+ generi e nuore)…e gli avvocati festeggeranno…

…è così…per certe cose siamo tutti dei “caprotti“…

M.

LA SCOMODA POSIZIONE DEL FIDEJUSSORE

Il fidejussore è garante del debito altrui. Si tratta di una garanzia personale (spessissimo) richiesta da chi concede credito (es. banca, fornitori, ecc.).

Ecco allora che genitori, nonni, bisnonni, zii, accompagnano in banca il figlio o il nipote per garantire il suo corretto adempimento. Oppure il socio, che si fa garante personalmente per i debiti della propria società.

Tale obbligo, ovviamente, in caso di morte del garante fidejussore, viene trasmesso ai suoi eredi, che si troveranno a dover garantire (ed eventualmente pagare) tutti insieme il debito di un altro.

Attenzione, però, la Corte di Cassazione civile (sent. 16827, del 9 agosto 2016) ha chiarito che il garantito (nel caso specifico banca), non ne può approfittare troppo.

Nel caso specifico, infatti, i Giudici hanno ritenuto nulla la fidejussione a favore della banca ed a carico degli eredi dell’originario fidejussore.

La Cassazione ha specificato che va ritenuta nulla la fidejussione quando il creditore (nel caso la banca) concede credito al debitore pur in presenza dell’evidente peggioramento delle sue condizioni economiche, approfittando della solvibilità e della capienza patrimoniale del (fidejussore) garante.

…cosa dite amici fidejussori…a tutela del vostro patrimonio (e di quello dei vostri eredi), forse dare un’occhiatina alle condizioni economiche del debitore (per il quale avete garantito) al momento in cui gli è stato concesso credito… magari non guasta….

M.