L’EREDITA’ GIACENTE E VACANTE

Può accadere che il beneficiario di una polizza vita nn abbia conoscenza del suo credito verso la compagnia… e nn andando, quindi, a battere cassa, si verifica il fenomeno delle polizze “dormienti”…

E se “dormiente” fosse un’intera eredità…

Se viene a mancare il titolare del conto corrente e nessuno si reca in banca a reclamarne il saldo?

Se viene a mancare il proprietario del SUV parcheggiato sotto casa vostra e nessuno si presenta a farne la volturazione in qualità di erede?

e stessa cosa per la casa, titoli, fondi, per crediti, debiti….

cioè, cosa accade se c’è la massa ereditaria, ma mancano i suoi naturali destinatari, gli eredi?

Cosa prevede il nostro ordinamento giuridico in tal caso?

In questo caso, gli istituti giuridici di riferimento sn quelli dell’eredità giacente e dell’eredità vacante.

….ci sto arrivando… tranquilli… ho capito… che differenza c’è tra “giacente” e “vacante”…

  • eredità giacente: è incerta la destinazione del patrimonio ereditario. Si verifica quando l’eventuale chiamato all’eredità nn abbia ancora accettato o nel caso in cui nn vi sia notizia di eredi in vita…
  • eredità vacante: è certa la mancanza di chiamati all’eredità.

Quindi, il primo caso è giustificato da una situazione di incertezza, il secondo, al contrario, dalla certezza.

Benissimo… certezza o incertezza, sta di fatto che c’è l’eredità ma, in entrambi i casi, nn vi sn gli eredi…

Allora, nel caso dell’eredità “vacante”, ossia quando è certo che l’erede nn ci sia, è altrettanto certo il suo destinatario… esatto… proprio lui, lo Stato…

Bravissimi, esatto, l’eredità si devolve (in mancanza di diverse disposizioni testamentarie), per legge, ai parenti sino al 6° grado… poi, mettiamola così, subentra il parente di  7° grado di tutti noi, che è lo Stato…

E nel diverso caso dell’eredità “giacente”, invece, cosa succede….

Quando c’è la certezza dell’incertezza circa la sussistenza di eredi, viene nominato un curatore dell’eredità giacente…

Chi è? Cosa fa? Da chi viene nominato?

….tranquilli…. ne parliamo la prossima volta….

M

L’EREDITA’ ALLE ONLUS

6.4.18

ONLUS= organizzazione non lucrativa di utilità sociale….

Benissimo, e se io volessi lasciare in eredità parte del mio patrimonio proprio a quella Onlus che tanto mi sta a cuore?

Posso farlo? Come?

Allora, anzitutto…  siccome quando la Onlus dovrà ricevere quanto hai eventualmente disposto a suo favore significa che tu nn ci sarai più, magari è meglio che un po’ t’informi prima…

Prima cosa, chiariamo subito: si, tranquillo, la tua Onlus del cuore può ereditare…

Per prima cosa, ovviamente, per poter ereditare devi disporre con un testamento a suo favore, altrimenti ciao Onlus…

Detto questo, quando tu nn ci sarai più, la Onlus del cuore verrà chiamata, per testamento, alla tua eredità….

Avrà 10 anni, come tutti, per accettare on nn accettare….

Se accetta, però, lo dovrà fare necessariamente col beneficio d’inventario….  si, bravo esatto… come i minori e gli incapaci….  per tutti gli enti nn lucrativi deve essere osservata la forma prevista dagli art. 471 e 472 c.c…

Basta… finito?

Macché… se ha accettato con beneficio d’inventario cosa significa? ….esatto, bravo… significa che deve fare l’inventario…

E quanto tempo ha?

….entro 3 mesi dall’accettazione con beneficio d’inventario….

….oppure?

Beh… se vuoi rendere la vita più semplice alla tua Onlus del cuore puoi fare una cosa diversa…

Cioè?

Vedi… tu fai testamento… ma nn la fai diventare erede….

No… allora nn capisco… scusami, se faccio testamento diventa erede….

Calmo… ti spiego, tu fai testamento, ma quello che tu lasci alla tua Onlus del cuore lo lasci a titolo di legato…

E cosa cambia?

Diversamente dall’eredità,  per ottenere il legato a proprio favore nn è necessaria alcuna accettazione…. quindi niente accettazione con beneficio, niente inventario….

Grande!    ….e le imposte?

Per legge la tua Onlus del cuore è esente da imposte di successione…

Bellissimo…. grazie… quasi quasi lascio qualcosa anche a te….

Lascia, lascia…. io sn LUCRATIVO 🙂

M

 

 

EREDE E LEGATARIO… LA RESPONSABILITA’

Come saprete, nn tutti coloro che ricevono lasciti ereditari ricoprono, “giuridicamente”, la medesima posizione.

Mi spiego… la successione può essere a titolo universale o particolare…

A titolo universale quando si riceve una quota o l’intero patrimonio ereditario… a titolo particolare quando si riceve un bene specifico…

Nel primo caso si acquisisce lo status d’erede… nel secondo quello di legatario…

Differenze? Nn poche direi… il primo risponde illimitatamente dei debiti ereditari, anche col proprio patrimonio personale oltre quanto ereditato, il secondo, se proprio gli va male, risponde al massimo nei limiti di ciò ricevuto…

E’ proprio per questo che l’eredità deve essere accettata (o rifiutata)… per il legato nn serve… te lo devono dare…  e se proprio nn lo vuoi, lo puoi rifiutare….

Esistono fondamentalmente tre tipologie di legati, in relazione ai loro effetti…

Il legato ad effetti reali è senza dubbio il più gettonato… (per “vindicationem” dicevano i Romani antichi). Per volontà del testatore viene lasciato un bene particolare… un’immobile, un Rolex, una somma di danaro.

Quello ad effetti obbligatori (per “damnationem” lo chiamavano i Romani). In questo caso l’onerato deve svolgere un’attività per far conseguire il legato al legatario… è per esempio il legato di cosa di un terzo, o di cosa individuata solo nel genere.

E poi quello con effetti liberatori: il testatore può liberare un proprio debitore da quanto dovutogli. Con l’apertura della successione, in automatico, l’effetto liberatorio si produce.

Ma mentre l’eredità nn può essere soggetta a termine ed è sempre a titolo definitivo (dicevano gli antichi Romani l’erede “semel heres, semper heres”), il legato può avere un termine…per esempio potrei lasciare una casa in legato per dieci anni ad un soggetto…. scaduto il termine a chi va? Agli eredi…

Quindi è chiaro? L’eredità o è a titolo universale e divento erede (con pregi e difetti), o è a titolo particolare e divengo legatario…e sempre come dicevano gli antichi romani, o l’una o l’altra… tertium non datur

M.

 

L’EREDITA’ AI CUGINI

Hai cugini?

Si?

La tua eredità potrebbe andare ai tuoi cari cugini?

Ci hai mai pensato?

Vediamo…

Prima cosa… l’eredità può arrivare al massimo ai parenti di 6° grado… oltre c’è un strettissimo “parente”, a tutti noi comune, che si chiama Stato….

E allora, che grado di parentela hanno i tuoi (primi) cugini?

Parti da te…. sali, c’è tuo padre, sali, c’è tuo nonno… scendi, c’è tuo zio, scendi c’è tuo cugino… quante persone conti?

5 vero?

Bene, togli l’unica in comune a tutti, il nonnino…. ne rimangono?

Esatto, bravissimo, 4… tuo cugino è tuo parente di 4° grado.

Quindi tuo cugino , potenzialmente, potrebbe ereditare il tuo patrimonio….

Quando?

Se alcuno muore senza lasciare prole, né genitori, né ascendenti, né fratelli e sorelle o loro discendenti, la successione si apre a favore del parente o parente prossimi, senza distinzione di linea” Art. 572 c.c..

Capito quindi?

Ma tranquillo, nn allarmarti… sto parlando di successione legittima… cioè in assenza di testamento….

E allora, se proprio proprio nn hai nessun altro al mondo prima del tuo cuginetto, prendi pure carta e penna, inizia a scrivere un testamento e lascia tutto a chi ti pare…

Stay tuned

M

 

 

EREDITA’ E DIVORZIO

Sono divorziata… eredito se il mio ex viene a mancare?

Allora… concentrati… SCHEMATICAMENTE:

CONIUGE DIVORZIATO NN EREDITA SE NN IN BASE AD UN TESTAMENTO A SUO FAVORE.

MA HA DIRITTO:

  • AD UN ASSEGNO SUCCESSORIO A CARICO DEGLI EREDI SE
  • 1) PERCEPIVA DAL DE CUIUS UN ASSEGNO DI MANTENIMENTO PERIODICO (QUINDI NN IN CASO DI LIQUIDAZIONE UNA TANTUM)
  • 2) VERSA IN STATO DI BISOGNO
  • 3) NN SI E’ SPOSATO NUOVAMENTE

 

  • ALLA PENSIONE DI REVERSIBILITA’ SE
  • 1) PERCEPIVA DAL DE CUIUS L’ASSEGNO DI MANTENIMENTO
  • 2) NN SI E’ RISPOSATO

Mica vero……ma spiegami allora perché la mia amica nn ha ricevuto la pensione di reversibilità dell’ex marito pur nn essendosi risposata e percependo l’assegno periodico?

E certo che te lo spiego…. è semplice… perché il matrimonio della tua amica è andato a rotoli prima che il suo maritino iniziasse l’attività lavorativa relativamente alla quale il diritto pensionistico è maturato….

E quindi?

E quindi niente… mi dispiace… troppa fretta di divorziare… avesse pazientato un po’…. lui iniziava a lavorare…. oggi avrebbe la sua pensione….

stay tuned

M

 

IL TERMINE PER ACCETTARE L’EREDITA’

Viene a mancare il de cuius…. si apre la successione ereditaria…

Quanto tempo ho per accettare?

La legge fissa un tempo piuttosto lungo direi… 10 anni decorrenti proprio dall’apertura della successione…

Vi sembra troppo lungo?  Pensate che nel vecchio codice civile del 1865 il termine per accettare era addirittura trentennale….

Allora attenzione…. io sono un potenziale erede successivo…. cioè, se nn accetta l’eredità il primo erede chiamato, la possibilità di accettare passa a me….

C’è un problema…. il primo chiamato temporeggia… problemi con la moglie… possibili problemi con creditori…. insomma… nn è il momento più opportuno per arricchirsi… tanto, dice lui, sto un attimo in stand by… mi guardo attorno… comunque ciò 10 anni per decidere….

Benissimo… ma io potenziale erede successivo, mica son disposto ad aspettare 10 anni per lui…. dopotutto i problemi sono suoi, mica miei…

Ed ecco che viene in soccorso la legge… art. 481 c.c…. chiunque può chiedere al giudice di fissare al “chiamato” un termine entro il quale accettare o nn accettare…

Domanda: il testatore potrebbe lui stesso nel testamento fissare al chiamato un termine inferiore ai dieci anni entro il quale deve o meno accettare?

Diciamo che parte della dottrina e della giurisprudenza lo ammettono…. il termine, però, nn può essere talmente breve da nn consentire al chiamato una serena e ponderata valutazione….

Comunque dai, in definitiva, nella peggiore delle ipotesi, al massimo son dieci anni e poi ereditate… pensa a quelli nati nell’ottocento….

M.

 

IL TESTAMENTO “INGIURIOSO”

Il testamento, apertasi la successione, cioè in seguito alla morte del de cuius, deve essere pubblicato per mano del notaio.

Cosa significa “pubblicarlo”?

Semplice… renderlo pubblico… rendere il suo contenuto conoscibile al pubblico…

Perfetto.

Allora… sei stato nominato erede testamentario…. cioè il tuo nome è stato inserito tra i chiamati all’eredità nell’ambito di un testamento olografo, cioè un testamento scritto di proprio pugno dal testatore, su un pezzo di carta…

Il notaio lo riceve e lo rende pubblico.

Bene…. ci sono debiti?

Se “si” nn accetto, se “forse” magari accetto col beneficio d’inventario per nn rimetterci del mio, se “no” corro ad accettare….

Molto bene… ho verificato… tutto ok… accetto….

Con l’accettazione, è chiaro, ti sostituisci nella persona del de cuius, il testatore…. nel bene e nel male…

Piccolissimo problema… anzi piccolissimo imprevisto….

Debiti non ce ne sono, ci mancherebbe…. ci abbiamo controllato per bene prima d’accettare….

Però, sai, il testamento è un atto complesso, che oltre ad avere un contenuto prettamente patrimoniale (a chi va il mio patrimonio), può avere anche un contenuto “extra” patrimoniale….

Nel testamento, infatti, possono essere “ospitate” frasi dal contenuto affettivo, intimo….e fin qui mi va bene….

Ma, allo stesso modo, possono esservi inserite frasi nn proprio intime ed affettive…

Per capirci, se nel testamento ci dovessero essere frasi offensive, ingiuriose o, addirittura, calunniose?

Nn sto qui ad esemplificarvi quali potrebbero essere… lavorate un po’ di fantasia… pensate a parenti nn proprio “stimati”, ex coniugi nn proprio “amati”, soci nn proprio “specchiati”…. insomma, senza entrare nel dettaglio…. avete capito…

Con la pubblicazione del testamento, ahimè, vengono rese pubbliche anche quelle….

E se queste frasi divenute di pubblico dominio dovessero essere offensive e pregiudizievoli per l’onore e la reputazione di qualcuno, chi ne risponde?

Il testatore?

No cari miei… lui nn c’è più…

Chi secondo voi potrebbe essere chiamato a rispondere del pregiudizio derivante da una frase ingiuriosa, diffamatoria o calunniosa inserita dal testatore nel testamento divenuto pubblico?

……bravissimi…. proprio lui…. l’erede testamentario….

Si… se io mi sento “offeso” e “danneggiato” da quella frase ora vengo da te…. e tu mi risarcisci… ok?

Ma tranquilli, a tutto (o quasi…) c’è rimedio…

“Per giustificati motivi, su istanza di chiunque vi ha interesse, il tribunale può disporre che periodo o frasi di carattere non patrimoniale siano cancellati dal testamento e omessi nelle copie che fossero richieste (…)” (art. 620 c.c.).

E allora dai… prendetevi pure questa eredità ma…. occhio alle parole… magari con un po’ di “cancellina” il tribunale vi evita di passare qualche guaio…

M.

 

 

 

 

 

EREDITA’: RINUNCIO?

Si apre la successione, tu sei tra i chiamati….

Ci sono parecchi soldi in gioco….ti catapulti ad accettare….

Si apre la successione…ci sono parecchi debitucci…..ma chi me lo fa fare a rischiare….io rinuncio….

Si…ma come?

Eccola: la rinunzia all’eredità è un negozio unilaterale, non recettizio, inter vivos, puro, formale, neutro, di straordinaria amministrazione….

Tutto chiaro? …..Nooo?

Allora dai, proviamo….è un atto:

  • unilaterale, xché è atto esclusivo del chiamato all’eredità….
  • non recettizio, xché mica deve essere notificato o comunicato a qualcuno….
  • atto tra vivi, xché ovviamente la rinuncia produce effetti ad un rinunciante che deve essere vivo e vegeto….
  • puro, xchè nn tollera termini, condizioni, oneri….niente….
  • neutro, xchè nn è né a titolo gratuito e né a titolo oneroso…neutra, appunto….
  • di straordinaria amministrazione……quindi, cosa vi viene da pensare? …..Bravissimi…..che sono necessarie le specifiche autorizzazioni quando proviene dai rappresentanti di soggetti nn pienamente capaci o quando riguardi persone giuridiche….
  • formale perché….secondo voi perché? …..si, certo, ….perché deve rivestire o la forma pubblica dell’atto notarile, o dell’atto pubblico ricevuto dal cancelliere del tribunale…..è chiaro, per poi essere pubblicata nell’apposito registro nella cancelleria del tribunale….

Si apre la successione….tu sei chiamato….ci sono attività e passività….Posso rinunziare solo a parte della eredità?

Voi che ne dite?

….già…lo avete capito….troppo bello….o tutto o niente….nel bene e nel male….

M.

L’EREDITA’ AI MINORI

Chiunque sia vivo al momento dell’apertura della successione può, astrattamente, essere chiamato all’eredità….anzi….addirittura chi risulta anche solo concepito in quel momento….e anzi….addirittura (nella successione testamentaria) chi non è neppure concepito, ma è figlio (anzi, diverrà il futuro figlio) di una persona in vita al momento della apertura della successione….

Ma erede, anzi, chiamato all’eredità è un minore d’età, come si fa?

Nell’asse ereditario potrebbero esservi debiti….e allora, può il minore rischiare d’indebitarsi già da bambino per i debiti altrui?….non c’è fretta direi… avrà modo e tempo da grande per far debiti…

Ecco allora che la legge prescrive che le eredità dei minori possono essere accettate (dal loro rappresentate legale) solo col beneficio d’inventario…ciò, ovviamente, per limitare al massimo l’impatto che un’eredità passiva potrebbe avere sul minore stesso….

…rimane ferma, comunque, la possibilità, per il rappresentante legale, di rinunciare, nell’eventualità che l’eredità nn appaia conveniente per il minore….

….in ogni caso, però, accettazione o rinuncia che sia, dovrà superare il vaglio dell’ apposita autorizzazione del giudice tutelare….

Potrebbe accadere, però, che tra i genitori esercenti la responsabilità genitoriale ed il figlio vi sia un conflitto d’interessi….o addirittura tra il figlio ed entrambi i genitori….

Se in conflitto è uno deciderà l’altro, se entrambi, dovrà essere nominato un curatore speciale.

Attenzione: il figlio minore eredita un bene immobile dallo zio…. il padre vorrebbe acquistarlo lui, corrispondendogli il prezzo di mercato, per adibirlo a residenza della famiglia….si può fare?

Art. 323 c.c.: i genitori esercenti la potestà sui figli non possono, neppure all’asta pubblica, rendersi acquirenti, direttamente o per interposta persona, dei beni e dei diritti del minore.

Capito?

M.

 

 

L’ACCETTAZIONE CON BENEFICIO D’INVENTARIO

Lo sapete no…se accetto l’eredità mi sostituisco alla persona del de cuius e ne acquisisco, patrimonialmente parlando, attivo e passivo….e proprio relativamente a quest’ultimo (il passivo), il mio patrimonio si fonde con quello ereditario e dei relativi debiti posso essere chiamato a risponderne, anche oltre il valore dell’attivo ereditato, col mio patrimonio personale…

In estrema sintesi, ricevo 50 di attivo, 100 di passivo = pago 50 di tasca mia….nn è un buon affare…

E siccome l’eredità l’accetto tutta o niente, a volte diventa difficile e/o pericoloso scegliere…

L’istituto dell’accettazione col beneficio d’inventario limita il pericolo: accettando col beneficio limito il rischio a quanto ho ricevuto…nn ci rimetterò mai del mio…

E’ chiaro che l’accettazione beneficiata è espressa ed atto formale (nn può essere “tacita” come può essere l’accettazione semplice).

La forma deve necessariamente essere quella dell’atto pubblico a pena di nullità ed è soggetta ad un doppio grado di pubblicità: inserzione nel registro delle successioni tenuto presso il tribunale del circondario in cui si è aperta la successione e trascrizione a cura del cancelliere presso l’ufficio dei pubblici registri immobiliari del luogo in cui si è aperta la successione.

Attenzione, la trascrizione va effettuata anche qualora nell’asse ereditario nn vi siano beni immobili, ma solo mobili. Si tratterebbe di una forma particolare di pubblicità che appare giustificata nn in relazione alla natura dei beni, ma dalla peculiarità degli atti.

Ma qual è l’organo legittimato a ricevere la dichiarazione beneficiata?

…. solo il notaio o il cancelliere del tribunale….ma nn qualunque notaio o cancelliere….ma solo quello del circondario in cui si è aperta la successione.

Benissimo: e dove è che si è aperta la successione? Dove risiedeva il de cuius? No cari….troppo facile….la successione si apre nel luogo dell’ultimo domicilio (che. lo sapete, è cosa diversa dalla residenza) de de cuius….

Per esempio, per capirci: il de cuius aveva la residenza a Roma, lavorava da due anni a Napoli, aveva un ufficio di proprietà a Venezia, ma è venuto a mancare nella clinica ospedaliera a Milano….qual è il notaio (o il cancelliere) competente a ricevere l’atto?….a voi la (nn facile) scelta….

E se per caso presento la dichiarazione beneficiata al pubblico ufficiale sbagliato (perché nn corrispondente a quello dell’ultimo domicilio, cioè di apertura della successione)?

Eh…possono essere guai….diverrai sì erede… perché hai accettato…ma erede puro e semplice….

Quindi attenzione….cominciate già a lavorare sui vs futuri de cuius….cominciate già ad individuarne il loro domicilio….che nn si sa mai….

M.