FONDO PATRIMONIALE E RESPONSABILITA’ PENALE

E’ chiaro, è evidente, è pacifico che il nostro legislatore offre una serie di strumenti che possono essere legittimante e lecitamente scelti ed adoperati a tutela del proprio patrimonio.

Anzi, una corretta e prudente strategia patrimoniale nn può prescindere dall’analisi del rischio e dall’adozione di misure di tutela.

Bene…. se questo è pacifico, dovrebbe essere altrettanto pacifico che ciò nn può essere tradotto in “libertà di frodare i creditori”….

A tutela del creditore, come noto, vi è l’azione revocatoria, che può vanificare (entro i termini di prescrizione) l’attività elusiva….

Ma attenzione…. le conseguenze di pratiche di acrobazie elusive, nn si risolvono solo in una eventuale azione revocatoria con finalità civilistiche….

Una recentissima sentenza della Cassazione (n. 41704 del 26 settembre 2018), rispolvera un aspetto spesso trascurato… quello eventualmente penale…

C’è un soggetto che dopo aver ricevuto la notifica di alcuni atti di accertamento fiscali, pone in essere un Fondo Patrimoniale, nel quale fa confluire la nuda proprietà di un paio di immobili di sua proprietà…

Conseguenza?

Il debito nn è un debito qualunque… si tratta di pagamenti dovuti per imposte….

La manovra elusiva, ritengono i giudici, integra il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (art. 11 D.Lgs. n. 74/2000)… quindi condanna a 4 mesi di reclusione (con sospensione della pena) e confisca della nuda proprietà dei due immobili…..

Vedete, se ancora nn fosse chiaro… la sana e corretta pianificazione patrimoniale va realizzata in  bonis, quando è troppo tardi…. oramai è troppo tardi….

M

 

 

IL FONDO PATRIMONIALE, IL TRUST…. E LA SCOPERTA DELL’ACQUA CALDA

Chi ha scoperto l’acqua calda?

Poi… è stata scoperta o inventata?

Non lo so, però mi accorgo che a distanza di anni dalla sua scoperta (o invenzione) ancora oggi ogni tanto viene riscoperta…e il fatto fa sempre notizia…

Dai Massimo, dove vuoi arrivare – direte giustamente voi – taglia corto ed arriva al punto…

E arrivo al punto…

A caratteri cubitali sui giornali e sul web: “Fondo Patrimoniale e Trust aggredibili dalla revocatoria” (Corte di Cass. sent., n. 19376 del 3 agosto 2017).

Eccola qua, la scoperta dell’acqua calda che ancora fa notizia.

Una coppia, indebitata con la banca, prima vincola determinati beni con un fondo patrimoniale, poi, per andare oltre, con un trust.

La banca, leggerissimamente infastidita del fatto, agisce in revocatoria e i vincoli vengono dichiarati inefficaci nei suoi confronti.

Per quale motivo?

  1. Entrambi gli atti (F. Patrimoniale e Trust) sono a titolo gratuito;
  2. Il credito della banca era già esistente prima della costituzione dei vincoli;
  3. La consapevolezza in capo al creditore della esistenza del debito e del pregiudizio arrecato al creditore

Voi, sinceramente, avreste avuto qualche dubbio circa il fatto che (in quel caso, con quei presupposti) gli strumenti adottati nn avrebbero retto l’impatto della revocatoria?

Vedete, quello che più importa, è che chi fa consulenza patrimoniale (o aspiri a farla) abbia una preparazione ed una forza tale da poter guidare il proprio cliente verso le scelte (patrimoniali) più vantaggiose.

Questo, però, attenzione, nn significa dover sempre assecondare il cliente, anzi…il patrimonialista (in quanto tale) deve anche avere le palle di dire al cliente, in determinati casi, “non c’è niente da fare”. Si, in determinati casi, purtroppo, la soluzione patrimoniale più vantaggiosa per il cliente può essere questa.

Quello che ci dicono i giudici della cassazione nn cambia di un millimetro quanto a preziosità ed utilità di strumenti giuridici quali il Fondo Patrimoniale, Trust, atti di destinazione, polizze, ecc. ecc. ecc..

Tutti ottimi strumenti offerti dall’ordinamento giuridico che fanno parte della “cassetta degli attrezzi” (pardon…volevo dire del bagaglio culturale) del patrimonilsta per “ottimizzare” la patrimonialità del cliente.

Vanno però scelti ed utilizzati con cura, nel momento ed in presenza delle condizioni ottimali per poterlo fare in modo effettivamente vantaggioso.

Occorre rivolgersi a chi il patrimonialista lo fa di professione, altrimenti….con l’acqua calda, si rischia veramente di scottarsi….

M.