L’AZIONE REVOCATORIA AD AREZZO

Sapete cos’è l’atto di destinazione? Più o meno?

Allora, in estrema sintesi… l’art. 2645 ter c.c. consente di vincolare determinati beni ad uno scopo meritevole di tutela secondo l’ordinamento giuridico. Una volta sorto il vincolo, quel bene vincolato nn può essere aggredito se nn per debiti contratti proprio per quello scopo.

Se, ad esempio, vincolo la mia casa allo scopo (meritevole) di tutela degli interessi dei miei figli, la casa sarebbe attaccabile solo per debiti contratti per quello scopo (interesse dei miei figli). Per altri creditori, quindi, la casa è inattaccabile.

Attenzione, però: se io pongo in essere l’atto di destinazione quando ho già debiti, lo stesso può essere revocato (azione revocatoria ordinaria ex art. 2901 c.c.). L’azione revocatoria, però, può essere esercitata solo entro 5 anni dal compimento dell’atto pregiudizievole ai creditori (nella specie, l’atto di destinazione).

Bene.

Maggio 2014, siamo in quel di Arezzo, Toscana…. una mamma aretina vincola ex art. 2645 ter c.c. la propria casa nell’interesse ed a tutela della figlia, fino al raggiungimento del 33esimo anno d’età di quest’ultima.

Piccolo problema: ad aprile 2014 (un mese prima dell’atto di destinazione) alla stessa mamma veniva notificata una sentenza che confermava un “brutto” decreto ingiuntivo del 2009.

Secondo voi cosa succede?

24 agosto 2017…. Tribunale aretino… sent.966/2017… revoca ex art. 2901 c.c. dell’atto di destinazione posto in essere (dice il giudice aretino), alla luce della tempistica, consapevolmente in danno ai creditori….

Il decreto ingiuntivo era del 2009… se l’atto di destinazione fosse stato posto in essere nel 2004, in bonis, la casa sarebbe stata salva…. dopo 5 anni dal compimento dell’atto (di destinazione) l’azione revocatoria si prescrive….

Quindi?

EDUCAZIONE PATRIMONIALE: chi è informato capisce, chi capisce elabora, chi elabora pianifica, chi pianifica tutela.

Un caro saluto a tutti i miei cari amici e followers di Arezzo.

M.

 

 

 

 

IL FONDO PATRIMONIALE, IL TRUST…. E LA SCOPERTA DELL’ACQUA CALDA

Chi ha scoperto l’acqua calda?

Poi… è stata scoperta o inventata?

Non lo so, però mi accorgo che a distanza di anni dalla sua scoperta (o invenzione) ancora oggi ogni tanto viene riscoperta…e il fatto fa sempre notizia…

Dai Massimo, dove vuoi arrivare – direte giustamente voi – taglia corto ed arriva al punto…

E arrivo al punto…

A caratteri cubitali sui giornali e sul web: “Fondo Patrimoniale e Trust aggredibili dalla revocatoria” (Corte di Cass. sent., n. 19376 del 3 agosto 2017).

Eccola qua, la scoperta dell’acqua calda che ancora fa notizia.

Una coppia, indebitata con la banca, prima vincola determinati beni con un fondo patrimoniale, poi, per andare oltre, con un trust.

La banca, leggerissimamente infastidita del fatto, agisce in revocatoria e i vincoli vengono dichiarati inefficaci nei suoi confronti.

Per quale motivo?

  1. Entrambi gli atti (F. Patrimoniale e Trust) sono a titolo gratuito;
  2. Il credito della banca era già esistente prima della costituzione dei vincoli;
  3. La consapevolezza in capo al creditore della esistenza del debito e del pregiudizio arrecato al creditore

Voi, sinceramente, avreste avuto qualche dubbio circa il fatto che (in quel caso, con quei presupposti) gli strumenti adottati nn avrebbero retto l’impatto della revocatoria?

Vedete, quello che più importa, è che chi fa consulenza patrimoniale (o aspiri a farla) abbia una preparazione ed una forza tale da poter guidare il proprio cliente verso le scelte (patrimoniali) più vantaggiose.

Questo, però, attenzione, nn significa dover sempre assecondare il cliente, anzi…il patrimonialista (in quanto tale) deve anche avere le palle di dire al cliente, in determinati casi, “non c’è niente da fare”. Si, in determinati casi, purtroppo, la soluzione patrimoniale più vantaggiosa per il cliente può essere questa.

Quello che ci dicono i giudici della cassazione nn cambia di un millimetro quanto a preziosità ed utilità di strumenti giuridici quali il Fondo Patrimoniale, Trust, atti di destinazione, polizze, ecc. ecc. ecc..

Tutti ottimi strumenti offerti dall’ordinamento giuridico che fanno parte della “cassetta degli attrezzi” (pardon…volevo dire del bagaglio culturale) del patrimonilsta per “ottimizzare” la patrimonialità del cliente.

Vanno però scelti ed utilizzati con cura, nel momento ed in presenza delle condizioni ottimali per poterlo fare in modo effettivamente vantaggioso.

Occorre rivolgersi a chi il patrimonialista lo fa di professione, altrimenti….con l’acqua calda, si rischia veramente di scottarsi….

M.