LA QUOTA DISPONIBILE E LESIONE DEL LEGITTIMARIO

Ok, sei un erede, anzi, un particolare tipo di erede, un LEGITTIMARIO….

Quindi, o sei un figlio, o un coniuge, o la persona unita civilmente, o un ascendente (qualora nn vi siano i figli) del de cuius….

Perfetto, quindi? ….di cosa hai bisogno?

….ah, ok, capito benissimo….  vuoi verificare se sei stato leso nei tuoi diritti di legittimario.

Prendi carta e penna… comincia a scrivere, a scrivere e a fare calcoli.

Come? Nn sei mai stato tanto bravo in matematica? Nn preoccuparti, vedrai che quando ci sn di mezzo soldi ti trasformi in ingegnere matematico senza bisogno di aprire libro…

Prima cosa: comincia col valore di tutto ciò che ha lasciato il de cuius al momento della apertura della successione (relictum)

Seconda cosa: toglici i debiti (debitum)

Terza cosa: riunisci fittiziamente tutte le donazioni fatte in vita dal de cuius (donatum)

Ora, sulla massa fittiziamente riunita, calcola la quota di disponibile che, come ben sai, varia a seconda di chi sn e quanti sn i legittimari che concorrono tra loro.

….1,2,3…. eccoti qua…. ti stavo aspettando…. nn sai come devono essere calcolate le donazioni e quali sn le donazioni riunibili fittiziamente per il calcolo….

Allora….

Quali: tutte le donazioni, dirette ed indirette, fatte dal de cuius in vita…. tutte, anche quelle fatte oltre 100 anni fa….

Come: il valore del danaro segue sempre il principio nominalistico (cioè nn viene rivalutato o svalutato), mentre per gli altri beni si fa riferimento al valore commerciale al momento della apertura della successione….

Perfetto, ci sei… carta e penna alla mano, occhio e cervello matematico azionati, scopri se sei stato leso….

Il de cuius ha disposto oltre la quota di disponibile?

Sii?

Ottimo, hai 10 anni per agire in “riduzione”….

Vai dall’avvocato e tutti e due, occhi e cervelli matematici azionati, a prenderti quanto ti spetta….

M

 

DONAZIONE (PIU’) SICURA

Forse dovrei iniziare a trasferire già oggi ai miei figli qualcosa… magari un po’ di “mattoni” accumulati negli anni…sai, se niente niente mi cambia la legge sulle imposte di successione… se mi aumentano le rendite catastali…. e son problemi che gli lascio…

Certo, iniziare a trasferire in vita, con tutte le precauzioni del caso, potrebbe essere una buona soluzione ed un indubbio vantaggio….

Già… però poi se doni una casa al figlio rischi che nn la vende più… la banca manco ci concede i mutui….

Beh… parliamone… come sempre, sarebbe opportuno conoscere-capire-pianificare…

Si, posso dirti che la donazione può indubbiamente comportare delle criticità che occorre conoscere nel dettaglio…  una donazione nn capìta e studiata bene oggi è molto probabile che possa creare problemi in futuro….

Ma al di là delle donazioni “istintive“, o “fai da te“, o tipo “la casa è mia e faccio quello che voglio io“,  il fatto è che la donazione deve essere fatta nell’ambito di una strategia patrimoniale globale, che tenga conto delle specifiche esigenze patrimoniali, della specifica realtà familiare di donante e donatario, nonchè della composizione globale del patrimonio del donante….

Detto questo (e ce ne sarebbe da star qui a parlarne per ore, ma ora perdonatemi ma devo uscire…), il problema ruota attorno al fatto che esistono determinati familiari ai quali spetta una quota precisa del patrimonio del donante in seguito alla apertura della sua successione ereditaria… sono i “legittimari”: il coniuge, i figli e gli ascendenti qualora nn vi siano figli….

Se uno nn ha questi, dona quanto vuole e nessuno potrà mai reclamare niente….

Ma se ci sono i legittimari, questi, all’ apertura della successione del donante, prendono carta e penna e…. e cominciano a fare i conti….

E se per caso han ricevuto meno di quanto la legge gli riserva, vanno a prendersi quello che gli spetta, magari anche attaccando proprio il beneficiario della donazione di quell’appartamento (azione di riduzione)….

Ma se chi aveva ricevuto la donazione dell’appartamento lo ha poi venduto, ed il suo conto corrente è, diciamo, “vegano” ?

Bene, il legittimario leso può andare allora a pretendere la casa anche dal terzo acquirente…..(azione di restituzione)

La legge prevede che decorsi 20 anni dalla donazione nn posso più pretendere nulla sul bene donato e, se il donante è venuto a mancare, decorsi 10 anni dalla sua morte….

Bene, ma allora chi se lo piglia il bene di origine donativa prima che siano trascorsi 20 anni dalla donazione?

E siamo qui proprio per questo motivo (altrimenti sarei già uscito….)

Allora… intanto posso dirvi che son contento… sì son contento perché è uscito un provvedimento (Tribunale di Pescara, decreto 250/2017), che conferma quello che da tempo predicavo (e chi ha seguito i miei corsi lo sa)…

Siccome per legge il legittimario “leso” (colui che nn ha ricevuto la donazione) nn può rinunciare al suo diritto di agire in riduzione contro il donatario (chi la donazione l’ha ricevuta) fino a che il donante è in vita (chi la donazione l’ha fatta), occorre trovare un rimedio diverso….

Ed il rimedio è questo: se è vero che io legittimario nn posso rinunciare all’azione di riduzione sino a che il donante è vivo, nn c’è scritto da nessuna parte che io nn possa rinunciare all’azione di restituzione contro il terzo acquirente pur col donante vivo….

Ecco quindi, che chi compera quel bene, lo compera bene, perché io legittimario (leso) ho rinunciato a chiederne la restituzione. Il Tribunale di Pescara chiarisce che se questa rinuncia è fatta con atto pubblico, si potrà pubblicarla sui pubblici registri immobiliari e renderla conoscibile al mondo….

Attenzione: la donazione, così, è veramente sicura (per chi compera)?

No… diciamo che è molto più sicura… il problema è che se arriva un altro legittimario leso di cui prima nn si aveva conoscenza (oggi il DNA fa miracoli) può comunque avanzare le sue pretese a prescindere dalla rinuncia dell’altro…

E allora?

Per essere più sicuri ci aggiungiamo dell’altro… si chiama “Polizza donazione sicura”… e se arriva quello col DNA in mano… paga lei…l’assicurazione…

E adesso posso uscire….alla prossima…

Stay tuned

M.