DIVORZIO E TENORE DI VITA: LA PAROLA ALLE SEZIONI UNITE

Certo che il tempo vola…

vedo adesso che era il 16 maggio 2017… pubblicai un post relativo alla sentenza “Grilli” , l’arresto giurisprudenziale relativo al diritto o onere di mantenere o garantire (dipende da che parte ti trovi) il tenore di vita goduto durante il matrimonio….

E rieccoci qua a parlarne…. ad un anno di distanza cos’è successo?

Beh… diciamo anzitutto che la cosa nn è passata inosservata….   comitive di ex a pretendere restituzioni…. futuri ex col coltello tra i denti per vedersi garantito un tenore di vita adeguato….

E i giudici?

Beh… si sono mossi in ordine sparso….

Da una parte un adeguamento perfettamente in linea col ribaltone giurisprudenziale….. dall’altra alcune importanti voci fuori dal coro….

E dopo che Treviso, Roma, Udine, Genova e Napoli si sn discostate, la questione è stata rimessa al vaglio delle Sezioni Uniti della Corte di Cassazione….

Perché le Sezioni Unite?

Perché la pronuncia rivoluzionaria apparteneva ad una sezione semplice della Cassazione….

E allora la la funzione normofilattica (chiarificatrice) necessaria a porre rimedio tra posizioni giurisprudenziali contrastanti, spetta proprio alle Sezioni Unite….

…..verrà ribadito il principio “alla Svedese”…. assegno solo ed esclusivamente a chi nn è o nn può essere autosufficiente dal punto di vista economico, o quello italian style (1990-2017) del mantenimento post nozze dello stesso tenore di vita matrimoniale?

Vedremo… forse, anche per i giudici dei matrimoni, come per i giudici del calcio, sarebbe opportuna una sorta di VAR…. un sorta di replay… e vedere se e quale contributo ciascun coniuge abbia o meno apportato durante il matrimonio…. quali sono le condizioni patrimoniali attuali e potenziali di ciascun coniuge…. la loro età e lo stato di salute….

Una sorta di VAR per evitare che qualche coniuge  si trovi perdere, a causa di un rigore contro al 92°, la partita della vita….

M

 

 

 

PENSIONE DI REVERSIBILITA’ ALL’EX CONIUGE: SI O NO?

Se siete divorziati, il vostro ex coniuge non perdetelo del tutto di vista….mai del tutto…può ritornarvi utile…

Lo sapete no…col matrimonio si paga quando ci si sposa, quando ci si lascia e…..quando si muore….

Si, anche dopo essere passati a nuova vita, si può essere chiamati a pagare…..come?

Con la reversibilità della propria pensione a favore dell’ex coniuge superstite….

Quindi, se il vostro lui o la vostra lei pensionati passano a nuova vita, voi potete passare a battere cassa….

Lo sapete no? Anche al coniuge divorziato è riconosciuta la reversibilità della pensione del proprio ex…per il semplice fatto di essere stato o stata coniuge…..

Attenzione, però…la cassazione è arrivata al punctum dolens….

…quando ti lasci puoi decidere d’avere l’assegno periodico o una liquidazione una tantum….

Vantaggiosa, per certi versi, quest’ultima (almeno per chi la riceve), perché anche se ti risposi non la perdi (l’assegno si)…ma c’è il rovescio della medaglia…

Presupposto per ottenere il diritto alla pensione di reversibilità del proprio ex coniuge defunto, oltre a non dover essere risposati, occorre essere titolari dell’assegno divorzile periodico…

Quindi, io l’ho sempre detto….vuoi essere liquidato una tantum? Si?

Bene, può comportare indubbiamente dei vantaggi, però ha uno svantaggio o, meglio, un punto interrogativo…

….non ci scommetterei se riuscirai ad ottenere la pensione di reversibilità….manca infatti l’assegno periodico….

Ecco che anche nei palazzi romani della corte di cassazione il nodo è arrivato al pettine: un orientamento dice si, anche se non c’è assegno periodico…un altro orientamento dice no se non c’è l’assegno periodico….

Allora il nodo ed il pettine son passati alle sezioni unite della cassazione affinché si partorisca una soluzione univoca….

Vedremo cosa partoriranno….

…..intanto, durante la gestazione, prima di fare la vostra scelta…..magari temporeggiare un po’….

M.

Divorzio: stop al tenore di vita (a vita)

Cassazione civile, sentenza n. 11504/2017….

Tra le migliaia di sentenze sfornate annualmente dai nostri giudici, ogni tanto qualcuna lascia il segno….

Lo avete letto e sentito tutti: in conseguenza del divorzio, il giudice non fisserà più un assegno in favore del coniuge più debole parametrato “al tenore di vita goduto durante il matrimonio“, ma in considerazione dell’indipendenza o autosufficienza economica…

Mi verrebbe da dire…normale…era prima che non era normale….

Allora…se n’è parlato tanto, comprensibilmente…e ho sentito dire anche cose non corrette e non condivisibili….

Anzitutto, quotidiani a tiratura nazionale non possono dire “Basta assegno di mantenimento alle donne”…

Lo può dire l’uomo al bar, lo si può anche capire per certi versi ed in determinate ipotesi, ma non la stampa ad ampi caratteri….

La pronuncia fissa principi che riguardano uomini e donne….e ci mancherebbe…

Il matrimonio non è (anzi, non dovrebbe essere) affare economico, sia per l’uomo che per la donna….

Detto questo, più che di rivoluzione…parlerei semmai di una contro-rivoluzione….parlerei di effettiva adesione alla lettera della legge e di logicità sistematica…

Insomma, tecnicamente argomentando (e tenendo lontani i discorsi da bar pro-uomo o pro-donna) ciò che era rivoluzionario (e non in linea con la normativa in materia) era la posizione precedente: vi sfido a trovare un articolo di legge nel quale si dica che il mantenimento deve garantire al beneficiario lo stesso tenore di vita goduto in costanza di matrimonio….non c’è, nessun articolo di legge lo prevede….è stata solo il frutto di una prassi giurisprudenziale che, a mio avviso, si è posta, negli anni, in netto contrasto col concetto stesso di “divorzio”…

Il divorzio è la fine (concordata o meno) del matrimonio: e allora, secondo voi, finisce veramente il matrimonio se per tutta la vita devo sostenerne lo stesso ed uguale peso patrimoniale verso l’ex coniuge?

Chiaro che no…sarebbe solo un divorzio a metà…liberi da legami personali, ma vincolati per sempre da legami patrimoniali…

…..ed infatti, se si dà un’occhiata alla legge sul divorzio (e magari prima di sposarsi non guasterebbe) altro non dice se non che in seguito al divorzio uno dei coniugi potrebbe aver diritto ad un mantenimento da parte dell’altro coniuge, qualora “non abbia redditi propri e non possa procurarseli per ragioni oggettive”.

Quindi, io ti do sì un assegno:

  • se non hai redditi tuoi
  • e non puoi procurarteli per ragioni oggettive

Se sussistono entrambe le condizioni, io, ex coniuge, contribuisco al tuo mantenimento…

ripeto…solo contribuisco al tuo mantenimento…non ti garantisco (e non devo garantirti) che farai una vita (patrimoniale) tale e quale a quella di prima…

La sentenza, quindi, tutela allo stesso tempo il coniuge più debole, che  avrà comunque diritto ad un mantenimento se oggettivamente impossibilitato a procurarselo da sè (qui non si scappa, lo prevede la legge),  e quello più forte economicamente, che non dovrà essere spogliato dei propri averi in conseguenza della rottura del rapporto coniugale: insomma, ci si sposa, ma ognuno, patrimonialmente parlando, mantiene ció che è suo.

Ma come correttamente è stato osservato, per eliminare qualsiasi discussione al riguardo, come avviene già un un pó in giro per il mondo, sarebbe utile, intelligente e prudente sdoganare i patti pre-matrimoniali: prima di sposarsi i due si accordano che in caso di rottura del rapporto riceveranno zero/10/100…

Magari potrebbe proprio servire, oltre che per evitare liti successive, a pre-verificare quanto peso ha sul rapporto sentimentale l’aspetto economico…

…alla luce della nuova sentenza, ci saranno più o meno matrimoni?

E ancora, ci saranno più o meno divorzi?

Mah…non saprei…staremo a vedere…

Ad ogni buon conto, questo è quanto per chi si lascerà da oggi in poi….

E per i vecchi assegni già fissati in base al vecchio parametro?

Eh, vedremo…io non la vedo proprio così scontata la  revisione dell’assegno fissato con sentenza o omologato dal giudice per sopravvenienza di una sentenza…

Ah….scusate, stavo per dimenticarmene…l’immagine in apertura è puramente casuale…

M.