PATTO DI FAMIGLIA E IMPOSTE (e altro ancora)

Buongiorno a tutti,

il mio primo post dell’anno, post-vacanze natalizie, e post-influenza d’inizio anno, lo dedicherò al Patto di Famiglia.

Lo dedico all’istituto che come sapete è stato pensato e voluto dal nostro Legislatore per favorire il passaggio generazionale delle nostre aziende tra famigliari.

L’occasione è una recente sentenza della corte di Cassazione Civile, la 32823 del 19 dicembre 2018.

La sentenza  prende ad oggetto l’aspetto fiscale del patto, ma, probabilmente inconsciamente, me lo stravolge del tutto.

Allora, brevemente, onde evitare confusioni.

Tuo padre imprenditore decide finalmente di uscire dall’azienda perché poverino ha già dato abbastanza. Dentro ci sei già te, che ci lavori, ti fai il mazzo, e quell’attività anche saresti interessato a continuarla per bene. L’azienda, però ha un valore patrimoniale rilevante, e se tuo padre la cede a te che la continui, a tua sorella che nn la riceve la cosa un po’ disturba. D’altro canto lei fa la fashion blogger e di svegliarsi la mattina alle sei con te in quell’azienda manco ci pensa.

Però, fashion o nn fashion, blogger o nn blogger, ai soldi si che ci pensa. E a me, giustamente dice, cosa viene?

E allora tutti davanti al notaio, il padre imprenditore, il figlio imprenditore, la fashion blogger e la madre dell’imprenditore e della fashion blogger per il patto di famiglia.

L’azienda a te figlio, e tu poi liquidi la sorella (la madre se vuole rinuncia a qualsiasi pretesa) per il valore della quota che le spetterebbe ma che nn riceve.

Ottimo, fino a qui tutti contenti.

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Arriva però il Fisco. La fashion blogger deve pagare le imposte pari al 6% di quello che supera i 100mila€uro di franchigia per quanto ricevuto dal fratello.

Si apre un contenzioso, e la cassazione dice che è corretto proprio così, perché quanto trasferito sarebbe una donazione tra fratello e sorella.

Una donazione? Ma voi sapete tecnicamente cos’è una donazione? Significa che io do a te qualcosa di gratis, ti arricchisco per spirito di liberalità, senza essere spinto da obblighi.

E’ così nel patto di famiglia? Io la vedo diversamente.

Io nel patto di famiglia do qualcosa a te semplicemente perché  obbligato a liquidare i legittimari nn beneficiari dell’azienda. Viene meno, quindi, a mio avviso, lo spirito di liberalità.

Poi ci riflettevo, e so che ci riflettevate pure voi.

Il Patto di Famiglia, per sua natura, dovrebbe escludere alla fonte tutti quei piccoli grandi problemi che sarebbero riconducibili alla donazione dell’azienda… vedi l’azione di riduzione, la collazione e così via….

Ma se tu Cassazione mi togli il problema relativamente ai rapporti successori scaturenti dalla morte del padre imprenditore cessionario, e me lo vai a creare relativamente al rapporto successorio del figlio imprenditore (che mi trasformi in donante) e sorella fashion blogger (che mi trasformi in donataria) siamo punto a capo….

Nn so… c’è qualcosa che nn mi torna…. ci rifletterò per bene…….

M.