PATRIMONIO E VECCHIAIA

Sto leggendo ora l’inserto Plus24 del Il Sole 24 Ore di sabato 26 gennaio 2019. Non ne ho avuto tempo prima.

Vi leggo il titolo di quattro articoli:

  • Mappa dei paradisi per pensionati
  • Il trust soltanto se c’è un beneficio per terzi
  • Un “sostegno” per gestire i patrimoni
  • Sempre più frodi a danno dei non autosufficienti

Gli articoli trattano il tema dell’anziano, dei non autosufficienti, e della gestione dei loro interessi patrimoniali.

Si vive tendenzialmente sempre più a lungo. La medicina, l’alimentazione, la prevenzione, le nuove tecnologie consentono di vivere più a lungo.

Ora, sul presupposto che camperò fino a 100 anni, mi pongo delle domande che mi sorgono quasi spontanee:

  1. Io campo fino a 100 anni, ma non lavorerò fino a 100 anni: chi mi mantiene?
  2. Se a meno di 50 anni sono già incasinato con dentista, fisioterapista, colesterolo, menisco, ecc., avrò qualche acciacco psicofisico da qui fino ai miei 100 anni?
  3. Ho lavorato, ho risparmiato, e nonostante lo spread, Lheman Brother, i subprime, la crisi immobiliare, il risparmio tradito, ecc., ho  messo qualche soldo da parte: chi me li GESTIRA’ NEL MIO INTERESSE se un po’, con gli anni, rimbecillisco?

Mi fermo qua. Potrei andare avanti per un’ora, ma devo fare altro.

Ho capito una cosa: se vivo più a lungo, voglio viverci bene, con la liquidità necessaria per far fronte a tutte le mie esigenze di vita, e magari con qualcuno di veramente fidato al mio fianco che gestisca la mia patrimonialità anche nei momenti più critici.

Le soluzioni possono essere molteplici. Trust, prodotti assicurativi, designazione preventiva dell’amministratore di sostegno. Tutti strumenti idonei a programmare in anticipo un futuro stabile ed il più possibile sereno.

Gli strumenti ci sono, e le soluzioni migliori si possono ottenere quando si riesce a realizzare una “soluzione combinata” personalizzata.

Mi soffermo un attimo sull’ultimo articolo cui ho fatto riferimento. Il testo riporta una carrellata di ipotesi di comportamenti illeciti ai danni di soggetti fragili, ad opera del loro amministratore di sostegno.

Sicuramente si tratta di casi isolati e minimi rispetto ai numeri dei soggetti correttamente amministrati, che però fanno riflettere.

Magari, in presenza di patrimoni rilevanti o complessi, combinare preventivamente all’amministrazione di sostegno un trust gestito da persona di fiducia potrebbe eliminare alla fonte il pericolo di illeciti ed appropriazione indebita.

Inoltre, verrebbe risolta alla fonte pure la problematica relativa alle autorizzazioni preventive del giudice tutelare per la gestione del patrimonio, che spesso si risolvono in una applicazione rigida delle regole relative all’interdizione, con l’unica via d’investire in titoli di stato.

Io ci sto pensando. E non ci sto. Siccome mi han detto che oramai vivrò fino a 100 anni, ora voglio programmarmi bene. Comincio a programmare oggi il mio futuro patrimoniale, e prevedo che, all’occorrenza, il mio patrimonio e la mia persona siano gestiti da chi decido io e come ho deciso io, e passati i cento anni, la mia ricchezza residua arrivi integra a chi ho scelto io.

Tradotto, significa che io voglio essere protagonista del mio progetto patrimoniale.

Quanti, là fuori, arrivano ad acquisire questa consapevolezza?

M.

 

MASSIMO PERINI – Avvocato Patrimonialista –