SUCCESSIONE: TITOLI OBBLIGAZIONARI EMESSI DAGLI ENTI TERRITORIALI

Lo sapete benissimo no…. i titoli del debito pubblico sono esenti dall’imposta di successione.

Se vieni a mancare e lasci ai tuoi figli investimenti in titoli di stato, i tuoi eredi nn pagano imposte di successione, a prescindere dal loro valore….

E se sn esenti, è chiaro, nn vanno ad intaccare eventuali franchigie…

Ottimo.

Se i titoli di stato nn ce li hai, ma cmq hai investito in prodotti finanziari che li contengono (fondi d’investimento), i tuoi eredi saranno esenti dall’imposta per quanto all’interno del fondo risulta esserne investito (da apposito prospetto).

Bene.

Se nn hai titoli di stato ma hai titoli “equiparati”, se te ne vai comunque chi riceve godrà dell’esenzione….

Come? Ah… cosa significa “equiparati”?

Allora, si tratta di tutti i titoli che attualmente sn soggetti all’imposta sostitutiva del 12,50% a titolo definitivo sugli interessi percepiti. Per esempio i buoni fruttiferi postali.

E se vieni a mancare e lasci titoli obbligazionari emessi da enti territoriali? Si, hai capito, titoli emessi da comuni, province, regioni, città metropolitane, ecc….

Mi spiace, se hai dei BOC, BOP, BOR i tuoi eredi ci pagheranno le imposte di successone…. nn rientrano nella categoria dei titoli equiparati ai titoli di stato… quindi niente esenzione…

E se invece della successione li trasferisco in vita con donazione?

Saranno ovviamente imponibili i titoli degli enti territoriali ma, attenzione, pure quelli del debito pubblico nonché quelli ad essi equiparati….

Mi spiace tanto… ma l’esenzione vale per la sola successione e nn per la donazione

M

LA RINUNCIA ALL’EREDITA’ DEL MINORE

Tu sei il chiamato all’eredità…. rinunci…. chiamato diventa tuo figlio…. rinuncia pure lui…. chiamato ulteriore diventa tuo nipotino che ha tre mesi di vita…. rinuncia anche lui?

In definitiva, il nonnino o la nonnina, inconsapevolmente, inguaiano il nipotino?

Allora… come noto, il “chiamato” all’eredità può accettare o rinunciare l’eredità stessa, entro il termine di legge…. 10 anni dall’apertura della successione…

Sappiamo anche che il legislatore ha previsto una forma di tutela per l’accettante, l’accettazione col beneficio d’inventario che, nei casi “border line”, offre la garanzia di nn dover rispondere col proprio patrimonio personale dei debiti ereditari, magari ben oltre l’attivo ricevuto.

Bene.

Come ben sapete, anche il minore d’età può ereditare. Ma proprio a sua garanzia, i suoi legali rappresentati (genitori o tutore) dovranno sempre accettare col beneficio d’inventario, previa autorizzazione del giudice tutelare. Si vuol evitare, è evidente, che il minore corra dei rischi derivanti da decisioni di terzi.

Benissimo.

Mi è stato correttamente chiesto: ma allora, se il minore è comunque tutelato per legge, col beneficio d’inventario e l’autorizzazione del giudice tutelare, è possibile, per lui, rinunciare all’eredità?

Secondo voi?

….bravissimi, esatto… è comunque possibile rinunciare all’eredità…  però a determinate condizioni.

Occorrerà dimostrare che vi sono delle ragioni “oggettive” in relazione alle quali è sconveniente accettare l’eredità (pur col beneficio d’inventario). Le ragioni potranno essere economiche, morali od entrambe.

La richiesta e l’autorizzazione, ovviamente, deve passare il vaglio del giudice tutelare.

E se uno dei due genitori esercenti la potestà genitoriale fosse in disaccordo rispetto all’altro?

Ottimo, il giudice tutelare provvederà a nominare un curatore speciale del minore….

Stay tuned

M

BENEFICIO PRIMA CASA E COMUNIONE DEI BENI: L’ULTIMA VERSIONE DELLA CASSAZIONE

Sapete benissimo come funziona la comunione legale dei beni tra i coniugi no?

Quello che ciascuno di essi compera durante il regime di comunione, in automatico, appartiene ad entrambi, in comunione, appunto…

Benissimo… passiamo allora ad analizzare la situazione che si può verificare quando uno dei due coniugi in comunione dei beni voglia acquistare un immobile usufruendo dei benefici prima casa…

Ad esempio, il coniuge acquirente si reca dal notaio col venditore. Paga il prezzo convenuto, ma essendo in comunione dei beni, l’altro coniuge ne acquista la comproprietà, per legge, al 50%.

Il coniuge acquirente, però, evidenzia al notaio di fiducia, che ne prende nota, di possedere  tutti i requisiti di legge per poter usufruire del beneficio prima casa, mentre l’altro coniuge, estraneo all’atto, ne è sprovvisto.

Ebbene, fino al 4 giugno 2018, il notaio di fiducia ha evidenziato al coniuge acquirente, che poteva usufruire comunque del beneficio, a prescindere dalla posizione dell’altro.

Alla luce di un “consolidato” orientamento della Corte di Cassazione civile, infatti, l’acquisto in comunione legale compiuto da un coniuge dotato dei requisiti prescritti dalla legge per ottenere l’agevolazione prima casa, andava a vantaggio anche dell’altro coniuge, anche se quest’ultimo nn avesse avuto i requisiti prescritti. Quindi, nell’ambito della comunione legale, il “vantaggio fiscale” di uno, si espandeva anche all’altro (vedi, tra le altre, sent. 16355/2013, 15426/2009, 2109/2009)….

Sin qua tutto chiaro…

Dal 5 giugno 2018 cambia lo scenario.

I giudici della Cassazione, infatti, improvvisamente,  la vedono in maniera diversa: in caso di acquisto immobiliare in comunione dei beni, l’agevolazione compete solo se entrambi i coniugi posseggono i requisiti per l’agevolazione stessa (sent. 14326/2018).

Quindi, per tornare al nostro caso, il notaio di fiducia dirà al coniuge acquirente: dovevi trovarti un coniuge più “vantaggioso”… già ti trovi a pagare una casa al 100% e ne avrai solo la metà perché l’altra metà è del tuo coniuge… in più ti fa perdere anche il beneficio prima casa….

Quindi, prima di sposarvi, domanda importante: amore, godi del beneficio prima casa?

M

P.S.:Vi aspetto martedì 19 a Milano e mercoledì 10 a Padova con “Il Patrimonialista 2.0”

(info ed iscrizioni su: www.patrimoneytour.it)

 

IL CURATORE DELL’EREDITA’

Sei un consulente finanziario, il tuo anziano cliente viene a mancare improvvisamente…. nn era sposato, nn aveva figli…. tu nn conosci suoi eventuali parenti….

Bene… lui nn c’è più… a te rimane un conto corrente a lui intestato e qualche investimento finanziario….

Cosa succede? Come va gestita la situazione?

Allora, se avete letto il mio precedente post, eravamo rimasti d’accordo che avremmo trattato la figura del curatore dell’eredità….E’ semplice…. se il de cuius nn lascia erediti legittimi, nn ha fatto testamento o, comunque, nessuno degli eventuali chiamati (per legge o per testamento) ha accettato l’eredità, entra in gioco il “curatore” dell’eredità giacente.

  • Da chi viene nominato?

Su iniziativa di chiunque vi abbia interesse (quindi, in questo caso, anche da te consulente finanziario o da te banca), il Tribunale del circondario del luogo in cui si è aperta la successione (che coincide con l’ultimo domicilio del de cuius), nomina il curatore dell’eredità.

  •  Quale ruolo ha?

Accettato l’incarico, deve prestare giuramento.

Poi, fresco di nomina, provvede all’inventario dei beni ereditari, con l’ausilio di un Notaio o del Cancelliere del Tribunale, alla stregua di un erede che volesse accettare col beneficio d’inventario.

Provvederà alla conservazione ed alla gestione del patrimonio successorio.

Il curatore, quindi, potrà, a titolo di esempio, stipulare contratti di mutuo per pagare debiti ereditari o per la manutenzione del patrimonio, stipulare contratti di locazione inerenti il beni ereditari, procedere con investimenti finanziari, costituire o cedere diritti reali, pagare utenze, ecc. ecc…..

In particolare, poi, dovrà provvedere a compiere le attività necessarie alla soddisfazione dei creditori ed esercitare, eventualmente, le azioni nell’interesse dell’eredità.

  • Può stipulare contratti di compravendita?

Qualsiasi atto eccedente l’ordinaria amministrazione dovrà essere autorizzato dal Tribunale.

  • Bene, e se io fossi un potenziale erede, parente di 6° grado del de cuius, come posso verificare l’esistenza di un’eredità giacente e la eventuale nomina del curatore?

Semplice, presso la cancelleria della volontaria giurisdizione del Tribunale dell’ultimo domicilio del de cuius.

  • E come si esaurisce l'”ufficio” del curatore?

L’ufficio del curatore si esaurisce nell’ipotesi in cui, entro 10 anni dall’apertura della successione vi sia accettazione da parte di un erede.

  • E se decorre il termine di 10 anni senza che nessuno accetti l’eredità?

Ciao….

….. come sai, il diritto ad accettare l’eredità si prescrive in 10 anni dall’apertura della successione…  quindi , decorsi 10 anni, i beni, ex lege, saranno destinati allo Stato.

M