FONDO PATRIMONIALE E DEBITI TRIBUTARI

23.04.2018

Domanda: ma i beni confluiti nel Fondo Patrimoniale della famiglia, possono essere aggrediti per debiti tributari?

Risposta: ….dipende

Allora… come sapete, l’art. 167 c.c. stabilisce che «Ciascuno o ambedue i coniugi, per atto pubblico, o un terzo, anche per testamento, possono costituire un fondo patrimoniale, destinando determinati beni, immobili o mobili iscritti in pubblici registri, o titoli di credito, a far fronte ai bisogni della famiglia…».

Benissimo… il successivo art. 170 c.c. recita «La esecuzione sui beni del fondo e sui frutti di essi non può aver luogo per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia».
Quindi, per fare chiarezza… se costituisci un Fondo Patrimoniale oggi, sai che può essere revocato (in presenza dei presupposti di legge) entro 5 anni con l’apposita azione revocatoria ex art. 2901 c.c.

E decorsi i 5 anni, prescritta l’azione revocatoria, nessuno può più toccarmi i beni del fondo?

Eh no, mi dispiace…. nn funziona così….

…decorsi i 5 anni, il fondo nn può più essere revocato, è vero, ma i beni che vi sono confluiti possono essere comunque aggrediti in relazione a determinati debiti… nn tutti, ma solo per quelli contratti per bisogni della famiglia…

E allora, un debito tributario, scaturente dalla tua attività lavorativa, può essere considerato “debito contratto per i bisogni della famiglia” e, quindi, legittimare l’aggressione dei beni del fondo?

La questione viene affrontata dalla Corte di Cassazione proprio in questi giorni (ordinanza n. 8881, 11 aprile 2018).

Siamo in Emilia Romagna, l’agente della riscossione iscrive ipoteca sui beni confluiti nel F.P. famigliare di un imprenditore.

La decisione della Corte, si inserisce nel solco già segnato da precedenti pronunce….

Secondo i giudici della cassazione, il criterio identificativo dei debiti per i quali può avere luogo l’esecuzione sui beni del fondo va ricercato non  nella natura del debito (tributario o meno, quindi, poco importa) ma nella relazione che esiste tra il fatto generatore di esso e i bisogni della famiglia.

Ne consegue, quindi, che anche un debito di natura tributaria scaturito nell’esercizio dell’attività imprenditoriale può ritenersi contratto per soddisfare tale finalità, i bisogni della famiglia….

Sottolinea la Corte che tra i “bisogni della famiglia”, ai fini per i quali si tratta,  andrebbero incluse anche le esigenze volte al suo mantenimento, al suo sviluppo, nonché al potenziamento della capacità lavorativa.

Sarebbero esclusi, quindi, quelli che la corte definisce debiti contratti per esigenze  meramente voluttuarie o caratterizzate da interessi meramente speculativi.

Grava, quindi, di volta in volta, al debitore che intende avvalersi del regime di impignorabilità dei beni costituiti in un F.P. per la sua famiglia, l’onere di provare l’estraneità del debito alle sue esigenze familiari.

Capito?

M.

 

DIVORZIO E TENORE DI VITA: LA PAROLA ALLE SEZIONI UNITE

Certo che il tempo vola…

vedo adesso che era il 16 maggio 2017… pubblicai un post relativo alla sentenza “Grilli” , l’arresto giurisprudenziale relativo al diritto o onere di mantenere o garantire (dipende da che parte ti trovi) il tenore di vita goduto durante il matrimonio….

E rieccoci qua a parlarne…. ad un anno di distanza cos’è successo?

Beh… diciamo anzitutto che la cosa nn è passata inosservata….   comitive di ex a pretendere restituzioni…. futuri ex col coltello tra i denti per vedersi garantito un tenore di vita adeguato….

E i giudici?

Beh… si sono mossi in ordine sparso….

Da una parte un adeguamento perfettamente in linea col ribaltone giurisprudenziale….. dall’altra alcune importanti voci fuori dal coro….

E dopo che Treviso, Roma, Udine, Genova e Napoli si sn discostate, la questione è stata rimessa al vaglio delle Sezioni Uniti della Corte di Cassazione….

Perché le Sezioni Unite?

Perché la pronuncia rivoluzionaria apparteneva ad una sezione semplice della Cassazione….

E allora la la funzione normofilattica (chiarificatrice) necessaria a porre rimedio tra posizioni giurisprudenziali contrastanti, spetta proprio alle Sezioni Unite….

…..verrà ribadito il principio “alla Svedese”…. assegno solo ed esclusivamente a chi nn è o nn può essere autosufficiente dal punto di vista economico, o quello italian style (1990-2017) del mantenimento post nozze dello stesso tenore di vita matrimoniale?

Vedremo… forse, anche per i giudici dei matrimoni, come per i giudici del calcio, sarebbe opportuna una sorta di VAR…. un sorta di replay… e vedere se e quale contributo ciascun coniuge abbia o meno apportato durante il matrimonio…. quali sono le condizioni patrimoniali attuali e potenziali di ciascun coniuge…. la loro età e lo stato di salute….

Una sorta di VAR per evitare che qualche coniuge  si trovi perdere, a causa di un rigore contro al 92°, la partita della vita….

M

 

 

 

L’EREDITA’ ALLE ONLUS

6.4.18

ONLUS= organizzazione non lucrativa di utilità sociale….

Benissimo, e se io volessi lasciare in eredità parte del mio patrimonio proprio a quella Onlus che tanto mi sta a cuore?

Posso farlo? Come?

Allora, anzitutto…  siccome quando la Onlus dovrà ricevere quanto hai eventualmente disposto a suo favore significa che tu nn ci sarai più, magari è meglio che un po’ t’informi prima…

Prima cosa, chiariamo subito: si, tranquillo, la tua Onlus del cuore può ereditare…

Per prima cosa, ovviamente, per poter ereditare devi disporre con un testamento a suo favore, altrimenti ciao Onlus…

Detto questo, quando tu nn ci sarai più, la Onlus del cuore verrà chiamata, per testamento, alla tua eredità….

Avrà 10 anni, come tutti, per accettare on nn accettare….

Se accetta, però, lo dovrà fare necessariamente col beneficio d’inventario….  si, bravo esatto… come i minori e gli incapaci….  per tutti gli enti nn lucrativi deve essere osservata la forma prevista dagli art. 471 e 472 c.c…

Basta… finito?

Macché… se ha accettato con beneficio d’inventario cosa significa? ….esatto, bravo… significa che deve fare l’inventario…

E quanto tempo ha?

….entro 3 mesi dall’accettazione con beneficio d’inventario….

….oppure?

Beh… se vuoi rendere la vita più semplice alla tua Onlus del cuore puoi fare una cosa diversa…

Cioè?

Vedi… tu fai testamento… ma nn la fai diventare erede….

No… allora nn capisco… scusami, se faccio testamento diventa erede….

Calmo… ti spiego, tu fai testamento, ma quello che tu lasci alla tua Onlus del cuore lo lasci a titolo di legato…

E cosa cambia?

Diversamente dall’eredità,  per ottenere il legato a proprio favore nn è necessaria alcuna accettazione…. quindi niente accettazione con beneficio, niente inventario….

Grande!    ….e le imposte?

Per legge la tua Onlus del cuore è esente da imposte di successione…

Bellissimo…. grazie… quasi quasi lascio qualcosa anche a te….

Lascia, lascia…. io sn LUCRATIVO 🙂

M