Il coniuge separato eredita?

La risposta corretta è…dipende.

Occorre partire dal presupposto che il coniuge separato (quindi non ancora divorziato) è pur sempre “coniuge”. La separazione personale tra coniugi, infatti, non scioglie il vincolo matrimoniale, ma  lo allenta”, facendo venir meno solamente alcuni degli obblighi che gravano sui coniugi in conseguenza del matrimonio, come l’obbligo di fedeltà e quello di coabitazione.

Il coniuge separato, quindi, in quanto appunto ancora “coniuge”, essendo un erede legittimario, ha diritto per legge, anche contro l’eventuale volontà del coniuge defunto, ad una quota più o meno ampia di eredità.

E’ evidente, allora, che tutti coloro i quali, dopo il primo periodo “burrascoso” della separazione, magari si abituano a vivere “da separati”, senza sentire la necessità di ritornare da un avvocato o dal giudice per divorziare, dovrebbero essere consapevoli che il loro “nemico” o “nemica” potrebbe ereditare, per legge, una parte (consistente) del loro patrimonio.

Attenzione, però, che se voi siete così bravi (e fortunati) da riuscire ad ottenere da parte del giudice l’addebito della separazione all’altro coniuge, quest’ultimo perderà, in un colpo solo, il diritto al mantenimento ed i diritti ereditari.

Di che cosa si tratta? Mi spiego meglio: in caso di crisi coniugale potrò rivolgermi al giudice e dirgli che è si vero che il mio matrimonio è andato a rotoli, però è altrettanto vero che la causa del fallimento del matrimonio stesso è attribuibile esclusivamente all’altro coniuge, che ha tenuto una condotta in contrasto con i doveri reciproci tra coniugi che scaturiscono dal matrimonio.

I casi più diffusi sono quelli relativi alla violazione dell’obbligo di fedeltà, o dell’obbligo della coabitazione, nei frequenti casi di tradimento o di abbandono della casa familiare.

Attenzione, però, per poter ottenere la tanto ambita pronuncia di addebito a carico dell’altro coniuge occorre provare che la condotta contraria ai doveri coniugali è stata proprio quella che ha determinato il sorgere della crisi coniugale.

Diversamente, invece, qualora il giudice dovesse accertare che la stessa condotta è tenuta in seguito ad una crisi che si protrae già da tempo, niente addebito.

Per esemplificare, se il coniuge vi tradisce e da ciò ne scaturisce una crisi coniugale che porta alla separazione, sussistono i presupposti per ottenere la pronuncia di addebito, se invece siete già nel bel mezzo della crisi coniugale, un successivo tradimento non è motivo di addebito.

A questo punto sono convinto che state pensando a quello che sto pensando anch’io: chi ha un coniuge milionario, dal quale ha ottenuto la sola separazione personale, probabilmente può avere tutto l’interesse a rimanere separato e a non insistere più di tanto per il divorzio. In tal caso, infatti, oltre ad avere buone possibilità di farsi mantenere per tutta la vita, otterrà anche l’eredità dopo la sua morte.

Buon lavoro a tutti.

Massimo Perini